Nella solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, anche detta “Corpus Domini”, è previsto il canto della sequenza “Lauda Sion Salvatorem”, canto reso facoltativo o ridotto a forma breve a cominciare dalla strofa “Ecco il pane degli angeli…” per la specifica solennità. L’autore del testo di questa sequenza è quasi certo nonostante una diatriba seicentesca tra gesuiti e domenicani: si tratta di San Tommaso d’Aquino, frate domenicano che dal 1567 la Chiesa cattolica ha elevato a Dottore della Chiesa. San Tommaso d’Aquino compose il testo della sequenza attorno al 1264 su richiesta di papa Urbano IV ed è una lode all’Eucaristia, uno stupendo inno eucaristico in cui oltre ad illustrare la presenza di Cristo in ogni specie, viene anche espresso il dogma della transustanziazione che nel Compendio al catechismo della Chiesa cattolica viene spiegato al n.283 nel modo seguente:

“Transustanziazione significa la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione si attua nella preghiera eucaristica, mediante l’efficacia della parola di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo. Tuttavia, le caratteristiche sensibili del pane e del vino, cioè le «specie eucaristiche», rimangono inalterate.”

Oltre al canto integrale della sequenza in gregoriano, nel 1927 c’è stata donata da Federico Caudana una versione ridotta ma molto efficace del “Lauda Sion” in cui sono state scelte alcune strofe facendolo diventare un vero e proprio inno responsoriale anche grazie all’inserimento delle acclamazioni “Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat!”.
Questa versione fu composta per la cattedrale di Cremona e successivamente pubblicata per le Edizioni Carrara (Bergamo). Oggi la troviamo anche nel Repertorio nazionale di canti per la liturgia (CEI, 2008) al n. 361.

Federico Caudana, torinese di nascita, nel 1907 divenne primo organista e maestro di cappella della Cattedrale di Cremona fino alla morte avvenuta nel 1963.

La versione del “Lauda Sion” di Caudana prende in considerazione le strofe 1, 5, 21 e 23 della sequenza, facendo diventare responsorio-ritornello la quinta strofa, che ha specifico carattere laudativo, e integrandola con le acclamazioni cristologiche tratte dalle “Laudes regiae”. La strofa 23, “Bone Pastor”, è stata accorciata eliminando il secondo e terzo verso, ma senza farle perdere il senso. È uno dei casi migliori in cui il lavoro di “taglio e cucito” è stato fatto con grande maestria e con un buon risultato.
La melodia è, al tempo stesso, solenne e trascinante anche grazie all’elegante accompagnamento organistico che permette all’assemblea di cantare in maniera convinta e partecipata.
Di seguito riporto il testo e la sua traduzione.

1. Lauda, Sion, Salvatorem,
lauda ducem et pastorem,
in hymnis et canticis.

Ritornello:
(5.) Sit laus plena, sit sonóra,
sit iucúnda, sit decóra
mentis iubilátio.
Christus vincit,
Christus regnat,
Christus imperat!

2. Ecce panis angelorum,
factus cibus viatorum:
non mittendus canibus.

3. Bone Pastor, panis vere,
tu nos bona fac vidére
in terra vivéntium.

Traduzione conoscitiva in italiano:
1. Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore,
con inni e cantici.

Ritornello: Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.
Cristo vince,
Cristo regna,
Cristo comanda!

21. Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

23. Buon Pastore, vero pane,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Sicuramente un canto da riprendere in mano ed utilizzare non solo per la solennità del “Corpus Domini”, ma anche come canto di comunione o efficace canto eucaristico in genere.

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments