Metti un pomeriggio di primavera a tentare di scoprire l’infinito, insondabile, misterioso eppure semplicissimo mondo dell’amore. Recanati c’ha provato, con un ottimo riscontro a giudicare dal pubblico presente al teatrino dell’Assunta, presso l’Ircer cittadino, dove ieri, sabato 21 maggio, è stato ospite il professor Rocco Buttiglione. L’occasione, come preannunciato (Qui l’articolo), la conclusione del primo corso formativo «Affettività e sessualità», promosso e organizzato dal locale Movimento per la Vita in occasione del decennale della fondazione.

Alcune giovani con l'attestato di partecipazione al primo corso formativo «Affettività e sessualità»
Alcune giovani con l’attestato di partecipazione al primo corso formativo «Affettività e sessualità»

Avviata ai primi di aprile, l’iniziativa, come ha spiegato nei saluti introduttivi il dottor Gianfranco Fuselli, medico e presidente del MpV di Recanati, affiancato dall’altro responsabile, il dottor Marco Buccetti, è stata rivolta in primis ai giovani – diversi dei quali, proprio ieri, hanno ricevuto l’attestato di partecipazione al corso – sviluppatasi attraverso un programma arricchito dagli interventi di professionisti provenienti da più settori, è nata con lo scopo di guidare i ragazzi, e non solo, alla scoperta di un ambito delicatissimo su cui si impernia la realtà della coppia e della famiglia, sulla scia di quella «alleanza educativa» basilare per la crescita delle nuove generazioni. «A fare da intelligente “collante” tra tutti i temi trattati nei diversi incontri, con l’intento di spiegare la bellezza dei rapporti affettivi e sessuali, spesso ridotti alla stregua di mero “esercizio ginnico” nel contesto della società attuale in cui viviamo – ha aggiunto Fuselli – abbiamo l’onore oggi di avere come relatore un prestigioso docente, a cui è affidato il compito di spiegare il più impegnativo dei titolo: l’amore».

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Da destra: Gianfranco Fuselli, l’onorevole Rocco Buttiglione, Luca Marconi e Marco Buccetti

E Buttiglione, smessi per la circostanza i panni del politico e indossando piuttosto le vesti di marito («fortunato, di una psicoterapeuta», come si è lui stesso definito), padre «di quattro figlie femmine» e «nonno felice di undici nipoti», non si è certo sottratto all’invito degli amici recanatesi, raccogliendo di buon grado la sollecitazione anche in virtù della presentazione, avvenuta nell’ambito della conferenza, del libro «Nessuno nasce imparato. Genitori: manuale pratico per tentare di farcela», curato dal consigliere regionale Luca Marconi, che, tracciando un excursus sulla situazione contemporanea in cui versano la famiglia e l’istituzione del matrimonio, ha tracciato le motivazioni che l’hanno spinto a pubblicare i quarantacinque capitoli (con un Appendice dello stesso parlamentare) dedicati a chi “svolge”, quotidianamente, il mestiere più bello e complesso.

Oltre alla longeva carriera politica nelle file dell’Udc, come noto il professor Buttiglione, per due volte Ministro, già parlamentare europeo e vice presidente della Camera dei Deputati, è un apprezzato accademico: docente di filosofia della politica, è membro sia del comitato scientifico della Fondazione Augusto Del Noce, di cui è stato allievo, sia del comitato scientifico della Fondazione Giovanni Paolo II per il magistero sociale della Chiesa.

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Rocco Buttiglione nel suo intervento al teatrino dell’Assunta di Recanati

Ad ascoltare il suo intervento, capace di cogliere nel segno anche grazie alle appropriate e acute citazioni, spaziando dai santi ai filosofi, cattolici e anticlericali (Nietzsche compreso), oltre a diversi genitori, insegnanti ed educatori, erano presenti anche Loretta Bravi, assessore della Regione Marche con delega, tra le altre, al sostegno alla famiglia, alla formazione professionale e all’istruzione, Giancarlo Pallini, questore della provincia di Macerata presente in forma privata, Massimiliano Grufi, presidente del Consiglio comunale di Recanati, Pierpaolo Campolungo, presidente del Centro di Aiuto alla Vita di Macerata, e Silvio Minnetti, presidente, per l’Italia, del Movimento politico per l’unità.

«Parlare in famiglia del sesso, della naturale procreazione, stabilire una comunicazione adeguata con i figli su questi temi è importantissimo – ha esordito il docente –, perchè risponde alla domanda primordiale di ogni essere umano: da dove provengo? Ai figli occorre spiegare che sono frutti di grandi storie d’amore». Quindi, riflettendo sui confini del desiderio affettivo e su quello che san Tommaso D’Aquino definiva il «bonum arduum», ossia la «fatica di costruire rapporti sani, che richiedono impegno e fatica», Buttiglione ha affrontato l’argomento della vocazione matrimoniale senza ipocrisie dettate dall’identità cristiana. «Per sposarsi potremmo dire che serve un pizzico di incoscienza. In ogni esperienza coniugale – ha affermato – ci sono momenti difficili, scoraggiamenti che vale la pena superare, riscoprendo la tenerezza delle origini che spinge un uomo e una donna a scegliersi. Un bambino che nasce, dopo l’utero materno, ha bisogno di essere accolto in un altro utero “spirituale”, la famiglia, costruita sull’amore in cui si sperimenta la comunione dell’ecclesia domestica. Quando il matrimonio non poggia su queste basi, come la crisi dei tempi odierni dimostra, la famiglia viene letteralmente stritolata e tutto diventa, di conseguenza, più faticoso. Questo è il punto cruciale: siamo ancora in grado di credere nell’idea dell’amore in cui, a differenza dell’innamoramento e della mera infatuazione, subentra un pieno giudizio della ragione? L’amore non è un fatto emotivo, ma un impegno della nostra libertà umana».

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Con un accenno anche al controverso tema delle unioni civili e alle distinzioni tra il genere maschile e femminile, il politico amante della filosofia, riferendosi inoltre al meraviglioso e sempre attuale scritto di Karol Wojtyla «La bottega dell’orefice», ha ben declinato i rischi con cui si confrontano i giovani di adesso, «educati purtroppo a bruciare i sentimenti in fugaci rapporti sessuali, senza intravedere nell’altro o nell’altra una persona, un essere con cui stabilire una relazione. Non dimentichiamoci mai di quella parte del corpo spesso bistrattata: il cuore». Infine, un’esortazione per guardare al domani con maggiore speranza: «Dobbiamo interrogarci sul futuro che attende il nostro Paese, la nostra Europa sempre più invecchiata in cui nascono pochi. Insegniamo allora ai nostri piccoli, agli adolescenti l’orgoglio, che sembra a tratti tramontato, di diventare padri e madri. Nell’amore possiamo individuare la verità di noi stessi, ed è necessario che questa verità sia testimoniata». DSCN2971

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L’esaustiva argomentazione, lungamente applaudita, «frutto non di sola sapienza accademica ma di vita vissuta» come sottolineato da Marconi, è stata seguita da un breve dibattito, oltre che dai ringraziamenti per l’organizzazione dell’evento e dell’attività condotta tutto l’anno da parte dei vertici del Mpv di Recanati: «Come medici – ha concluso Buccetti – ci troviamo spesso a tradurre in pratica ciò che oggi è stato espresso in parole, vivendo in prima persona situazioni spesso non semplici da gestire, che vedono coinvolte giovani donne e madri, a cui cerchiamo di offrire tutta la nostra disponibilità».

Questo, infine, l’augurio che Rocco Buttiglione, da uomo di fede prima che docente, rivolge ai lettori di Emmausonline, con un’attenzione speciale ai ragazzi, destinatari di un “messaggio” speciale:

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