di Alda Berdardoni

Sabato 21 maggio la cittadinanza di Montelupone si è ritrovata in piazza per accogliere l’immagine della Madonna della Misericordia accompagnata dal vescovo monsignor Nazzareno Marconi.

Questo straordinario evento si colloca in un momento particolarmente importante per la comunità, cioè la festa del voto alla Madonna Addolorata. Dal 1893, ogni anno, il paese fa memoria della grazia ottenuta per intercessione della Vergine Maria per la pioggia, arrivata finalmente dopo una grave siccità che metteva a rischio i raccolti.

Questa situazione ha sottolineato ancor più quanto è successo a Macerata quando la peste è stata debellata dalle suppliche e preghiere rivolte alla Madre della Misericordia.

Il vescovo ha fatto presente che seguendo nella cartina della diocesi il percorso della pellegrinatio Maria di paese in paese, cittadina in cittadina, si forma come una rete che lega tutta la nostra gente, rafforzando quel legame di unità non solo religiosa ma anche civile.

Il sindaco Rolando Pecora, ha ringraziato il vescovo per questa iniziativa che è giunta proprio in un periodo storico difficile, di cammino non semplice, ricco di preoccupazioni.

Questo pellegrinaggio è stato motivo di incoraggiamento e di sostegno, l’occasione per tutti di riflettere guardando l’icona di Maria che ci protegge con il suo manto, sulla necessità di ritrovare la nostra unione di popolo.

Durante l’omelia il vescovo ha sottolineato che l’immagine che stiamo venerando rappresenta una mamma che ci accoglie con le braccia aperte, ma nello stesso tempo sembra chiedere di ravvederci per guarire dalle pesti che ci colpiscono oggi: non quelle del corpo come nella metà del 300 ma quelle dell’anima. Come ricorda anche papa Francesco le pesti arrivano quando anziché credere al Signore volgiamo lo sguardo agli idoli, uno fra tanti il gioco d’azzardo che oggi genera grande preoccupazione.

Nell’icona, i santi Andrea e Giuliano, patrono il primo degli emigrati e il secondo della città di Macerata, sono posti uno accanto all’altro, per indicare che non dobbiamo cancellare le nostre tradizioni ma con esse siamo chiamati a costruire un futuro insieme, per essere un popolo che si vuole bene e superando le divisioni realizza la pace ed un mondo migliore.

La celebrazione eucaristica si è conclusa con la benedizione e la consegna delle icone alle famiglie che ospiteranno gli incontri di preghiera ed ai laici che li sosterranno.

Con la benedizione delle rose di s. Rita il vescovo ha augurato che possiamo sempre donarci le rose senza mai regalarci le spine.

Il parroco, don Gianfranco Ercoletti, ha invitato nella festa della Ss. Trinità a chiedere alla vergine Maria che ci aiuti ad entrare nel mistero del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, un grande mistero di amore e comunione, per poterlo comprendere riconoscere e vivere nella nostra vita.


Si ringrazia Giovanni Mariotti per la concessione delle immagini


13260143_1686611464935910_4740855958761960388_n13227167_1686611498269240_7959205693232199762_n 13241294_1686611211602602_2393866783959428042_n 13239453_1686610928269297_3826904165615996721_n13226656_1686611941602529_8333131802920540442_n 13221470_1686611924935864_1718785706041170251_n13220942_1686611821602541_3638232217665416693_n 13227116_1686611648269225_6941978640949056520_n

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments