Inaugurata la nuova Sala pace-maker all’Ospedale di Macerata

Il Sindaco Carancini: «Sono grato, ma non posso dirmi soddisfatto»

Sono 50mila, ogni anno, sono le persone colpite da un attacco cardiaco, vale a dire 1 su 1000. Per essere pronti alle esigenze di ogni paziente, è stato inaugurato oggi, venerdì 3 giugno, presso l’Ospedale di Macerata, un nuovo laboratorio di elettrofisiologia, o, per i “comuni mortali”, Sala pace-maker. Questi dispositivi, dal peso di 25 grammi, sono come dei «piccoli medici impiantati nel petto», come li descrive il primario di cardiologia Gian Luigi Morgagni, perché consentono di monitorare costantemente, attraverso meccanismi di controllo remoto, non solo il cuore, ma, in generale, il funzionamento di tutto l’organismo.

Assieme alla sala, taglio del nastro anche per una serie di laboratori, per oltre 200 metri quadri, equipaggiati con macchinari all’avanguardia, che rendono il reparto «moderno e al passo con l’Europa». Una nota di biasimo è stata invece espressa dal Primo cittadino di Macerata, Romano Carancini, che ha affermato: «Sono grato per questi progressi, ma faccio fatica ad essere completamente soddisfatto e il ruolo di Sindaco mi impone di manifestare i miei sentimenti di umiliazione, frustrazione e rassegnazione». Il commento si riferisce alla situazione della Sanità nel Maceratese, che, senza il giusto tramite tra utenti e governo regionale, è rimasta indietro rispetto al resto del territorio. Un esempio di questo ritardo è dato dal fatto che, sebbene dal 2014 sia prevista la radiologia interventistica, ad oggi manca ancora il bando per la nomina del primario.

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«Il sistema delle Aree Vaste – accusa Carancini – crea iniquità, abbiamo bisogno di provvedimenti di indirizzo da parte della Regione e, soprattutto, chi ha delle responsabilità, deve fare il proprio lavoro, non agendo di testa propria, ma attenendosi alle direttive sulle reti cliniche». Dopo l’intervento del Sindaco, la parola è passata al presidente della Regione Luca Ceriscioli, che, mettendo ancora l’accento sull’alta qualità degli strumenti inaugurati, ha sottolineato come vada «sfatato il mito che nel privato e fuori dalle Marche, tutto è migliore», valorizzando ciò che si sa fare, non per vanagloria, ma perché bisogna informare i cittadini che hanno a disposizione un servizio d’eccellenza.

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«Un piano c’è e tutti lo devono seguire – continua Ceriscioli – perché non siamo un aggregato di territori sconnessi e non dobbiamo perdere di vista la coerenza del progetto: le nostre priorità al momento consistono nella gestione delle emergenze, nel potenziamento dei servizi e nella garanzia di turni lavorativi sostenibili». Al termine dell’inaugurazione e della benedizione della sala, il presidente della Regione e il Sindaco, accompagnati dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti, hanno anche visitato altre zone dell’ospedale, che sono state aperte da poco o che saranno attivate in futuro.

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