L’Università sede del prossimo «China goes global»

Più di 150 tra studiosi e imprenditori saranno ospitati in Ateneo dal 26 al 28 luglio

Dopo Harvard, Brema, Shanghai e Atlanta, quest’anno sarà Macerata a fare da “cornice” al China goes global, il più prestigioso evento accademico a livello internazionale sulla globalizzazione cinese e sui rapporti socio-economici tra il “Celeste Impero” e l’Occidente.

Il rettore Lacchè
Il rettore Lacchè

«La scelta della nostra città non è stata casuale – sostiene il rettore dell’Università degli Studi di Macerata Luigi Lacchè –, bensì, è il riconoscimento di un lavoro di mediazione culturale che svolgiamo da anni attraverso tre importanti pilastri: l’Istituto Confucio, il China Centre e la figura di padre Matteo Ricci». Il gesuita, infatti, partito nel lontano 1582 per evangelizzare il “Regno di Mezzo”, riuscì ad instaurare con questo Paese un vero e proprio legame d’amicizia, che dura tutt’oggi grazie all’operato dell’Ateneo maceratese.

Il vice sindaco Stefania Monteverde ha posto ulteriormente l’accento sull’unicità dell’iniziativa, che ci offrirà la chance non solo di far conoscere la bellezza della nostra città, ma anche di rispondere alla sua vocazione, attraverso una ricerca di integrazione, definita come estremamente «policentrica».

In questo convegno, promosso dall’associazione no-profit Chinese Global Association e previsto dal 26 al 28 luglio, verrà analizzato il trend attuale degli investimenti cinesi in occidente, grazie agli elaborati di circa 150 studiosi, attesi da ogni parte del mondo, e alle testimonianze di realtà commerciali, come la Jh Conceria del Chienti Spa, acquisita per l’85% dal gruppo Jihua Xiangxiang, che ha aiutato l’azienda tolentinate con investimenti pari a 10 milioni di euro, promuovendo anche la creazione di un laboratorio di sviluppo pellami, in collaborazione con l’Università di Camerino.

Marco Luppa
Marco Luppa

«I cinesi – spiega l’Amministratore delegato della società Marco Luppa – non hanno la mentalità del “mordi e fuggi”, ma credono nelle relazioni interpersonali che si sviluppano nel tempo: prima del profitto, viene l’individuo e non è possibile che un prodotto sia di qualità, se alle spalle non c’è il benessere del gruppo di lavoro». Prosegue dicendo che «italiani e orientali hanno spesso punti di vista completamente diversi e indispensabili, dunque, sono il confronto e l’incontro sul piano culturale, prima ancora che su quello del business».

Francesca Spigarelli
Francesca Spigarelli

Non solo economisti, quindi, ma anche imprenditori per la 10ª edizione del Cgg, che, anticipa Francesca Spigarelli, direttore del China Centre, potrebbe essere ospitato a Macerata anche negli anni a venire, magari nella villa in via di restauro che accoglierà le sedi del centro e dell’Istituto Confucio.

Per maggiori informazioni e per il programma delle tre giornate, è possibile visitare il sito: www.chinagoesglobal.org.

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