Padre Matteo Ricci e il Centro missionario diocesano a lui intitolato

Continua il percorso di Emmausonline alla scoperta delle varie realtà associative che danno vita al progetto Missio Giovani. In questa tappa è la volta del Centro Missionario diocesano «Padre Matteo Ricci».

In ogni diocesi c’è un Centro Missionario, segno della dimensione «cattolica ed apostolica» di ogni credente – proprio come si recita nel Credo -, dove un’equipe di volontari cerca di sensibilizzare la comunità alla dimensione missionaria.
Nel caso di Macerata, il Centro ha sede lungo Piaggia della Torre, precisamente nella cripta della chiesa di S. Maria della Porta.

IMG-20160401-WA0029Negli anni Cinquanta, essa è stata riportata all’originale splendore dal famoso mons. Otello Gentili, autore del libro «P. Matteo Ricci fondatore delle missioni in Cina», il cui successo contribuì a far scoprire la figura del nostro concittadino, che, in pieno Rinascimento, fece da ponte fra l’Occidente e la Cina, proponendo il dialogo come primo passo dell’evangelizzazione, strada che sarà poi intrapresa dalla Chiesa tutta a distanza di 500 anni.

Il gesuita maceratese, tuttavia, è solo uno degli esempi di vocazione missionaria nella nostra diocesi: non vanno dimenticati, infatti, padre Lino Liviabella, salesiano in Giappone, padre Domenico Seri, comboniano in Sudan e Brasile, padre Nazzareno Rocchi, missionario del Pime in Giappone, e padre Giuliano Sincini, saveriano in Brasile, e molti altri.

Per decenni, vestiario e denaro donati al Centro venivano spediti nelle zone di missione e anche negli ultimi anni, sebbene sia diventato costoso e rischioso l’invio degli indumenti all’estero, si è continuato ad aiutare i più bisognosi attraverso un’associazione di volontari, che si occupa della distribuzione degli abiti in cambio di un’offerta, devoluta per le Pontificie Opere Missionarie.

Con il Concilio Vaticano II, si è aperta, inoltre, l’era dei sacerdoti Fidei Donum, che si mettono a disposizione per alcuni anni in quelle diocesi dove «la messe è molta, ma gli operai sono pochi».

Dopo don Fernando Mariani, che per primo, nel 1965, si recò in Argentina, tanti altri sacerdoti hanno continuato l’opera di evangelizzazione nel Paese sudamericano, fino ai giorni nostri e questa “avventura”, lunga 50 anni, è raccontata in un libro di don Frediano Salvucci. Dall’Argentina si è passati anche agli Stati Uniti, con don Nazareno Piccioni, all’Ecuador con don Quinto Lombi e all’Albania con don Patrizio Santinelli.

Nel susseguirsi di queste ondate missionarie, esattamente 25 anni fa, per volontà del compianto vescovo Tarcisio Carboni, nasceva il Seminario missionario diocesano «Redemptoris Mater» che, in questi anni, ha dato alla Chiesa oltre 70 sacerdoti provenienti dal Cammino neocatecumenale e pronti a servire la nostra diocesi, ma sempre con una particolare disponibilità nei confronti della Cina, dove, appunto, per primo ha compiuto una fondamentale opera di evangelizzazione il “nostro” padre Matteo Ricci.

Per rivolgersi al Centro missionario diocesano si può contattare il responsabile don Alberto Forconi d.forconi@tiscali.it. IBAN: IT72 Z076 0113 4000 0001 1961 620

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