Una fattoria socio-didattica grazie a Meridiana e Ircr

Il progetto nasce all'insegna del gioco e dell'integrazione dei disabili

Un momento della conferenza di presentazione del progetto

Una fattoria socio-didattica dove le attività di carattere ludico si fondino con quelle più sociali: questo il progetto presentato nella mattinata di venerdì 10 giugno presso la sala consiliare del comune di Macerata, che ha ampiamente sostenuto l’iniziativa proposta dalla collaborazione fra Meridiana Cooperativa sociale e le Istituzioni riunite di cura e riposo (Ircr).

La proposta, presentata circa otto anni fa, prevede la realizzazione «di un luogo in cui un bambino di quattro anni possa sporcarsi le mani senza che nessuno gli dica nulla, – ha affermato il presidente della Meridiana, Giuseppe Spernanzoni – ma, allo stesso tempo, di un percorso di integrazione di persone disabili e con problemi sociali». Tale realtà sarà realizzata a Piedicolle, località di Corridonia, con «l’obiettivo di usare al meglio il nostro patrimonio agricolo, che è di circa 130 ettari di terreno», ha ricordato Giuliano Centioni, presidente dell’Ircr.

In questa speciale fattoria, saranno impiegati anche gli ospiti stessi della struttura che vorranno dedicarsi alla produzione di ortaggi, frutta e verdura, di cui si potrà usufruire presso mense e case di riposo gestite dall’Ircr, con l’intenzione in futuro di una distribuzione anche all’interno delle scuole e dell’inserimento dei prodotti nel mercato. Ha poi aggiunto Centioni che si tratta «dell’implementazione di un’avventura di spiccato senso territoriale, con il sogno di realizzare un giorno un’etichetta tutta nostra».

«Complimenti all’Ircr per aver inquadrato il ruolo di azienda che il Comune gli ha affidato – ha detto l’assessore ai Servizi sociali Marika Marcolini – perché aumenta sempre di più la tipologia di persone di cui si occupa. È importante vedere un’altra volta come dalla collaborazione nascano sempre buone cose», mentre Centioni ha ribadito soddisfatto che «ci sono ancora molte questioni da risolvere, ma questa era quella più importante, perché il patrimonio agricolo dell’Ircr è immenso. I risultati sono positivi: già lo scorso anno la nostra società agricola ha registrato un piccolo attivo in chiusura».

Luca Roscani, agronomo che ha curato gli aspetti tecnici del progetto, ha quindi ricordato che «i quattordici appezzamenti che il Comune ci ha affidato soffrono dei rimasugli dell’incuria dei precedenti affittuari. Il progetto, però, seppur non ancora quantificabile, è un fenomeno molto importante per tutta l’Italia: sono infatti tanti i valori che cerchiamo di perseguire, a livello sociale innanzitutto, poi economico e di recupero dei territori». Non è dunque da escludere la nascita di una rete fra Comuni: molti, infatti, hanno proposto di collaborare all’iniziativa, mettendo a disposizione i propri terreni.

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