Una proposta repertoriale: Come unico pane

Un canto sempre attuale

Eucaristia-Chiesa sono i due poli del canto “Come unico pane“, un canto composto alla fine degli anni ’60 subito dopo la conclusione del Concilio Vaticano II, ma che mantiene la sua attualità testuale e musicale grazie alla genialità e alla profondità del compositore, il padre camilliano Giovanni Maria Rossi (1929-2004). Originariamente pubblicato dall’edizione Pro Civitate Christiana in “Cantiamo con gioia” (PCC 40/7), approvato ed inserito al n.348 nel Repertorio nazionale di canti per la liturgia (CEI, 2008).
Padre Giovanni Maria Rossi, camilliano, compositore eclettico, organista, musicoterapista della vocalità, ha lasciato un grande patrimonio di musiche per la liturgia. È stato un formatore di schiere innumerevoli di animatori musicali per la liturgia. Non si è mai sottratto dal servire la Riforma Liturgica, convinto assertore della presenza insostituibile della musica, quale elemento essenziale della preghiera cristiana.

Per “Come unico pane” viene in mente l’assioma “la Chiesa fa l’Eucaristia, l’Eucaristia fa la Chiesa”, che è anche una proposta. Una Chiesa che si lascia trasformare continuamente, per saper essere la Parola di Cristo a questo mondo. È il mistero dell’unico-pane, unico-corpo, che qui viene cantato con la duplice connotazione di gioia e di giovinezza. Forse sarebbe meglio dire di gioia giovanile fatta insieme di seria maturazione e di scatto ritmico vivace.

È evidente la struttura: strofa-ritornello. Come d’uso, la strofa è per il solo (o soli) o per il coretto (l’importante che sia ben affiatato); il ritornello per tutta l’assemblea, ma senza dimenticare che essa può avere spesso bisogno del sostegno del coro.
Un canto possibile per un’assemblea media a condizione di avere un buon accompagnamento (strumento a tastiera e/o a corde) e un ritmo preciso, garantito dal solo/coretto. Prestare attenzione alle pause in fine di frase e alle sincopi di anticipazioni (esempio: di Cristo, per noi, con Cristo…)

Per quali situazioni? Molteplici: presentazione delle offerte, processione di comunione, adorazione eucaristica.

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Sono nato nel 1970. Oltre agli studi musicali presso il Conservatorio Statale di Musica "G.Rossini" di Pesaro e alla laurea in ingegneria, ho conseguito i diplomi al Co.Per.Li.M. e al corso biennale "Giovanni Maria Rossi" per direttore di coro liturgico della Conferenza Episcopale Italiana. Collaboro con la Sezione Musica per la Liturgia dell'Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana. Sono docente dei corsi di Musica Liturgica On Line e del COPERLIM. Sono vicedirettore dell'Ufficio Liturgico della Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. Dal 1993 sono maestro direttore della Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata.

1 COMMENTO

  1. Sì è stranamente molto poco conosciuto e quindi cantato nelle nostre assemblee, almeno a quello che mi è dato di sentire. Anche io l’ho scoperto di recente dal RN e mi ha subito colpito per la sua musicalità, non è semplice da cantare a cappella però, serve un organo che riempia le pause del canto e che dia gli accordi per gli attacchi.
    Un altro canto che trovo stupendo per il tempo ordinario (all’ingresso) è Gioia del cuore, più semplice e regolare come ritmo.