Il 4 giugno scorso, le bandiere dell’Agesci, dell’Italia, dell’Europa e del Centenario degli scout cattolici hanno cominciato a sventolare dal balcone dell’istituto salesiano di Macerata. Circa 600 persone hanno accettato l’invito a ripercorrere insieme, anche solo per poco tempo, i momenti più belli e intensi del loro vissuto scout (leggi qui il programma delle celebrazioni).

Foto Enrico Prenna Studio
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Roma, Napoli, Reggio Emilia, Torino, da Nord a Sud tutti gli scout maceratesi sparsi per l’Italia sono ritornati in città. Nella serata di sabato, al Teatro Don Bosco vecchi ricordi e testimonianze si sono mescolati a bans, canti e danze che grazie all’aiuto della Scout Jam Band del M. Roberto Tascini, hanno saputo ripercorrere come in un film tutta la storia dello scoutismo nella nostra città.

Foto Enrico Prenna Studio
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Ognuno ha dato un piccolo contributo alla serata, i “Seniores” hanno intonato “Col Cappellone”, la canzone dello scioglimento dell’Asci durante il fascismo, fino a “Strade di coraggio”, della Route Nazionale 2014. Generazioni diverse che si sino incontrate sotto il palco che hanno ballato e cantato insieme.

Domenica 5 giugno, il Centro storico è stato invaso da tutti partecipanti all’evento insieme a genitori e amici per ritrovare con una caccia al tesoro tutti i luoghi significativi per lo scoutismo, grazie all’aiuto di tanti a mici e grazie anche alla disponibilità della cittadinanza sono riusciti a fare un video fotografico che abbiamo rivisto tutti insieme a fine giornata.

Foto Enrico Prenna Studio
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La mostra fotografica allestita per l’occasione con moltissime foto dal 1916 ad oggi ha creato il clima adatto per ripensare alle tante difficoltà che hanno avuto i vecchi scout nel periodo del dopoguerra, ma anche a quanto impegno c’è stato fin da allora verso il prossimo. Dai primi scout che accompagnavano i feriti in guerra dalla stazione di Macerata all’Istituto Salesiano, allora ospedale militare, ai vari interventi in calamità naturali come nelle Marche o in Abruzzo.

Foto Enrico Prenna Studio
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Particolarmente emozionante è stata la Messa presieduta da don Flaviano d’Ercoli, direttore della Casa salesiana, il quale durante l’omelia ha citato don Giovanni Barbareschi classe 1922, Fondatore dell’Oscar (Organizzazione Scout Soccorso Collocamento Assistenza Ricercati) e Aquila randagia, il quale piace definirsi : “Uno scout diventato prete”, perchè grazie all’esperienza dello scoutismo ha saputo riconoscere Dio in ogni fratello e sopratutto ho capito il valore della libertà: “Non ci sono liberatori, ci sono solo persone che si liberano. Solo voi potete costruire la libertà della vostra persona.”

Foto Enrico Prenna Studio
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La libertà è affrontare la vita con coraggio, servire il prossimo e andare “contro corrente”, se faremo riferimento al Vangelo saremo veramente liberi dall’individualismo, il motto “Sempre pronti”, dopo questa giornata è stato rimarcato con: dopo 100 anni.. “Ancora sempre pronti”.

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