Il 38° Pellegrinaggio Macerata-Loreto ha accolto migliaia di persone, in gran parte fedeli, ma anche curiosi e scettici che hanno voluto verificare il loro scetticismo affrontando un lungo cammino nella notte e con la pioggia che ha intensificato il significato del gesto.

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Nelle 100mila persone presenti all’avvenimento, altrettante le storie di vita e i “perché essere presenti” a questo incontro (Qui il servizio sul cammino con la Fotogallery completa) che di anno in anno si carica di significati che vanno ad accrescere un senso già di per sè rilevante.

Dallo stadio Helvia Recina di Macerata a Loreto, cammino compreso, Emmausonline ha raccolto alcune testimonianze che mettono in luce la varietà dei partecipanti e accrescono l’esperienza di condivisione che vuole essere il pellegrinaggio.

20150606_2058_mg_dsc_9403Simone, 19 anni, cammina da Macerata a Loreto perché si è avvicinato alla fede da poco tempo. «Volevo provare questa esperienza così intensa come il Pellegrinaggio – racconta – per mettere alla prova questo mio recente avvicinamento alla religione Cattolica. Prima nella mia vita, le religione era argomento del tutto marginale, ma poi ho avuto la necessità di un punto di ancoraggio e alcune vicende mi hanno portato verso questa direzione. Da Macerata a questo punto, ho avuto modo di riflettere complice la strada, la notte e l’energia delle tante persone presenti. Sento di aver compiuto più di un percorso materiale e all’arrivo a Loreto vediamo cosa porterò a casa da questo pellegrinaggio».

Una coppia sui 45 anni, lui di Recanati e lei di Loreto, alla partenza evidenziano ne volti una certa emozione, forse nell’affrontare questo evento che per molti esula dalla questione religiosa: «Vogliamo provare, non ci sono intensioni particolari che affidiamo a questa camminata». La grandezza dell’evento evoca interesse che porta le persone a sperimentare questa esperienza.

Pellegrinaggio Macerata-Loreto
Pellegrinaggio Macerata-Loreto

Un gruppo di 4 giovani studenti provenienti da Castelraimondo, invece, hanno sentito come è nato questo evento e dunque hanno voluto replicare questa esperienza partecipando all’edizione 2016. Uno di loro dichiara: «Abbiamo letto che l’idea è partita nel 1978 come un gesto di fede e di sacrificio, di ringraziamento e di supplica alla Madonna, a conclusione dell’anno scolastico, per questo oggi siamo qui. E’ stato un anno scolastico impegnativo tra studio, sport e in noi regna molta incertezza sul futuro»
Una dichiarazione che mette in evidenza come, in trentotto anni, le cose sono cambiate e a prevalere è l’incertezza sul futuro da parte di molti giovani.

A circa metà cammino una anziana donna si ferma ad uno dei gate dove ambulanze e pulmini garantiscono assistenza e il trasporto a Loreto per chi non riesce a proseguire a piedi. Insieme a lei cammina sua figlia che stanca e con i piedi doloranti deve ricorrere al pulmino che la trasporterà a Loreto, mentre la madre, con gonna sotto le ginocchia, pantofole comode, zainetto e un bastone di ausilio per dare ritmo al passo, senza indugi prosegue dopo essersi congedata dalla figlia esausta. L’anziana donna di nome Anna ci dice che lei affronta il pellegrinaggio come un gesto naturale e di cose difficili veramente ne ha affrontate tante nella sua vita. «Questo è un cammino per ringraziare la Madonna per me e per gli altri», afferma la signora Anna proseguendo senza indugio i propri passi.

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Stefano, imprenditore quarantenne di Forlì, racconta di alcune difficoltà della sua attività e il forte senso di responsabilità che ha verso i suoi collaboratori. «Mi alzo ogni mattina presto e metto tutta l’energia nel mio lavoro, ma in questi ultimi anni non basta, il rischio è sempre maggiore in un contesto che spesso non favorisce chi si impegna per vivere con onestà e offrire opportunità anche ad altri. Quanti miei colleghi imprenditori e artigiani hanno preso decisioni anche estreme, ma il mio invito è quello di essere tutti più solidali e chiedere aiuto a chi ci è vicino o può comprendere le nostre condizioni e può ascoltarci, cosa che sappiamo fare sempre meno».

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Rossana Arbotto, invece, di Recanati, il pellegrinaggio lo affronta da 25 anni ed è arrivata a Loreto serena nell’espressione e apparentemente riposata nonostante la molta strada percorsa e le condizioni climatiche avverse da pioggia forte nella fase finale del cammino. Ci dice cosa è per lei la Macerata-Loreto e la sua “ricetta” per arrivare alla mèta: «Dal 1991 mi metto in cammino per sperimentare un’esperienza di fede e di condivisione in cui la fatica si supera con la volontà, aiutandoci gli uni con gli altri. Mi spinge, prima di tutto, il desiderio di pregare e di portare nei miei passi le intenzioni rivolte alla Madonna. Ogni volta temo sempre di non riuscire ad arrivare alla meta, di non farcela fisicamente, ma insieme il pellegrinaggio diventa un’occasione per essere, davvero, tutti più ricchi di forza, di grazia e di gloria».

Un momento per molti importante, per altri una semplice esperienza da vivere e condividere. Il Pellegrinaggio Macerata-Loreto racchiude in sè una miriade di storie e di volti, lasciando comunque, ogni volta, in ciascuno, un segno indelebile che, condiviso, amplifica e moltiplica le emozioni. Con un “arrivederci” sicuro e fiducioso all’edizione 2017.

Il card. Edoardo Menichelli

 

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