Essere, a soli quindici anni, un modello di virtù avendo già sperimentato la fede attraverso il martirio. Sembra impossibile, eppure San Vito questo rappresenta e, come ogni anno, la “sua” Recanati di cui è Patrono, oggi 15 giugno lo omaggia con tutti gli onori.

In primis sul piano religioso, con la Santa Messa presieduta in mattinata, come di consuetudine, dal vescovo diocesano Nazzareno Marconi alla presenza delle autorità e del clero recanatese nella chiesa, con la facciata ridisegnata dal Vanvitelli, intitolata al giovanissimo Santo e, da sempre, punto di riferimento per la città leopardiana.

Don Nazzareno Marconi ha presieduto la Celebrazione eucaristica nella chiesa intitolata a San Vito martire
Don Nazzareno Marconi ha presieduto la Celebrazione eucaristica nella chiesa intitolata a San Vito martire

Naturale e originale al tempo stesso l’opportuno collegamento intessuto dal Pastore della Chiesa di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia tra la figura del Martire protettore anche di altri Comuni italiani (leggi Qui il servizio) e i ragazzi del nostro tempo, perennemente alla ricerca di un senso da dare alla propria esistenza.

«Molte persone – ha detto Marconi nell’omelia pronunciata per la Celebrazione eucaristica, che ha preceduto la Processione in programma nel pomeriggio per le vie del centro – si immaginano il credente come colui che ha la testa tra le nuvole. In realtà, per crescere nella fede occorre avere i piedi ben piantati per terra e lasciarsi educare dalla vita. Incontro tanti uomini e donne che hanno maturato l’esperienza della vita e la cosa che più ammiro in loro è l’aver scoperto che la fede è quella luce in più che ci permette di proseguire il cammino anche nei momenti bui: è la forza che Dio ci dà per trovare la giusta via. Chi ha il dono di credere lo sperimenta nelle prove di ogni giorno, e questo San Vito l’ha capito a soli 15 anni».

Il Vescovo ha insistito particolarmente sulla necessità di educare e avvicinare i giovani di oggi alla conoscenza di Cristo, richiamando il ruolo prioritario di nonni e genitori, ossia di «coloro che sono “invecchiati” bene nella fede e hanno saputo testimoniare i giusti valori ai figli e ai nipoti». Quindi, dopo l’incisivo messaggio rivolto sabato scorso, in occasione del 38esimo Pellegrinaggio da Macerata a Loreto, di nuovo un riferimento al «problema che sta vivendo attualmente l’Italia, in crisi non solo economica ma anche di fede, speranza e carità». Perchè, ha spiegato il presule, «le tre virtù sono intrinsecamente legate tra loro: se entra in crisi la fede, vacillano, a loro volta, anche la speranza e, di conseguenza, la carità, nell’incapacità di saper portare i pesi gli uni degli altri. Chi invece possiede la fede sa condividerla anche nella carità».

Di cosa hanno dunque realmente bisogno le generazioni di oggi, domanda Marconi? «Dobbiamo augurarci che gli adulti siano capaci di “rileggere” l’esperienza maturata nella propria esistenza, riscoprendo cosa ha dato loro forza nei momenti più difficili. Se hai fede, sai come tramandarla ai più giovani che non chiedono un “premio” ai più grandi, bensì una testimonianza, a partire da una vera concretezza di vita. Ho visto persone anziane capaci di guardare al domani con la luce della speranza: per avere quindicenni robusti di fede abbiamo servono “esempi” del genere, e per questo oggi invochiamo l’aiuto del nostro Santo patrono».

DSCN3412Prima del termine della liturgia, attentamente animata dalla Schola Cantorum «Virgo lauretana», anche il sindaco Francesco Fiordomo ha voluto rivolgere un pensiero alla Città, sottolineando, attraverso diverse iniziative sacre e culturali (tra cui la mostra dedicata ai Sacelli lauretani e la tappa della Peregrinatio Mariae) la vicinanza di Recanati alla Diocesi in questo Anno della Misericordia. Un ringraziamento, in particolare, è stato rivolto anche alla corale, alla Confraternita presente («che sta cercando di “riconquistare” anche diversi ragazzi in questo prezioso servizio…») e a quanti hanno generaosamente collaborato alla preparazione della funzione religiosa, a partire dal vicario generale diocesano e parroco del Duomo monsignor Pietro Spernanzoni.

DSCN3433«Festeggiare insieme San Vito dimostra il forte attaccamento della nostra comunità ai valori “sani” – ha aggiunto il Primo cittadino -, coniugando l’aspetto spirituale con le risorse culturali che Recanati custodisce. Ci prepariamo ora ad un altro grande appuntamento, il prossimo 21 giugno, quando verrà finalmente riaperta al pubblico  la Torre civica alla presenza del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini. Spesso – ha concluso – siamo distratti e non ci accorgiamo dei mille tesori che i nostri borghi conservano, ma non sfugge l’effige impressa su un lato della torre stessa, quello che guarda verso la statua di Giacomo Leopardi, in cui è raffigurata la Vergine di Loreto: un altro non trascurabile segno di quella devozione mariana che accomuna i nostri territori».

Un messaggio intriso di ottimismo, illuminato anche dal bel sole che “miracolosamente” permette ai recanatesi e ai turisti di godere della tipica fiera cittadina e del concerto in programma stasera in piazza con la Banda musicale «B. Gigli». Piccole, grandi tradizioni locali nel segno di un Santo giovane eppure venerato nonostante lo scorrere dei secoli.

 

Recanati Festeggia Il Patrono San Vito

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