Qualche decennio fa, molti cittadini maceratesi desideravano che fosse creato un collegamento sufficientemente veloce della nostra provincia con la costa tirrenica ed, in particolare, con Roma. Proprio questa è stata la spinta iniziale dell’avvio del progetto stradale denominato Quadrilatero. Le opere sono in fase di completamento, in particolare per quanto riguarda alcuni accessi all’infrastruttura viaria principale, che permetterà di collegare, con notevole risparmio di tempi, la costa adriatica a Foligno. Si tratta sicuramente di un tratto viario molto complesso e costoso, vista la necessità per compiere il progetto di realizzare numerose gallerie e viadotti.

In vista della fine dei lavori, si inserisce la richiesta dell’associazione Monti Sibillini, Terre di Parchi e di Incanti: «è doveroso – si legge nel comunicato diffuso dall’Associazione, firmato dal presidente Pier Giuseppe Vissani – applicarsi con uno sforzo ancora maggiore per far sì che l’infrastruttura diventi produttiva e costituisca un elemento positivo per l’intera provincia di Macerata, che è una sorta di territorio “metropolitano”, inteso come appartenente ad un unico agglomerato urbano, con Macerata al centro e tutti gli altri Comuni, dal più grande al più piccolo, suoi irraggiamenti.

Il rischio potrebbe ora essere rappresentato dalla sottovalutazione degli effetti che tale operazione produrrà, certamente positivi dal punto di vista economico (miglioreranno il trasporto su gomma delle merci e gli spostamenti da e per la costa adriatica), ma potrebbero essercene di non desiderati nell’ambito dell’economia provinciale: bisogna dunque analizzare la conseguenza di questa sorta di taglio “fisico” del territorio ed eventualmente porre in atto interventi che si riterranno opportuni.

Uno dei tanti possibili effetti non desiderati potrebbe essere questo: chi attraversa il territorio dell’interno, lo potrebbe percorrere solamente senza fermarvisi, giocando a sfavore del tessuto economico locale. Ciò, allo stesso modo in cui succederebbe se si accentuassero, ad esempio, le dinamiche dell’abbandono dell’entroterra, starebbe a significare che si sta procedendo verso uno sviluppo non corretto del nostro territorio.

Per evitare ciò sarebbe importante cercare di evidenziare le attrattività del territorio, focalizzando l’attenzione, in particolare, su quelle zone poste ai lati dell’infrastruttura stradale principale: è dunque necessario che le forze sociali, economiche e politico-amministrative analizzino compiutamente tali questioni e prendano eventualmente atto delle possibili problematiche, ponendo poi le basi per la soluzione delle stesse».

L’intento dell’Associazione è quella di richiamare l’attenzione riguardo i territori interni più fragili, sollecitando una riflessione che abbia luogo tra i protagonisti sociali economici e politici della realtà specifica del territorio.

 

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