Una Diocesi, quella di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia, che si dimostra puntualmente motivata e attenta, come ieri sera quando al primo appuntamento degli incontri previsti dal Convegno pastorale diocesano (leggi qui l’articolo), la lectio divina di Monsignor Marconi ha coinvolto i tanti presenti mantenendo alto l’interesse dei partecipanti.

L’aula sinodale nella cornice della Domus San Giuliano ha ospitato la catechesi che ha avuto luogo dopo il “mandato” dei giovani che dalla Diocesi si recheranno quest’estate alla Gmg di Cracovia; sono momenti significativi per il cammino della chiesa locale che dimostra, ancor più in queste occasioni importanti, l’impegno che quotidianamente i tanti operatori pastorali mettono nel mettersi in ascolto.

La chiesa nasce dai tanti doni dello Spirito, è l’argomento sviluppato da Monsignor Nazzareno Marconi commentando da biblista e buon oratore, il brano tratto dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi (12,1-14, 27-31). Contestualizzato il brano, il Vescovo ha evidenziato come i tanti carismi ricevuti dallo Spirito non vadano interpretati facendosi guidare unicamente dal fascino che essi provocano (come erano portati a fare nella comunità di Corinto), ma come tanti doni da accogliere e apprezzare capendone la coerenza e l’unità. La diversità dei carismi, infatti, rispecchiano l’essenza stessa di Dio, uno e trino. «Una vera esperienza dello Spirito – ha commentato – è in piena sintonia con la fede trasmessa dagli apostoli; non ci sono “pezzi” di Vangelo da escludere, ma bisogna andare al cuore della nostra fede: Gesù e il Signore, per dirlo in chiave moderna Gesù è il vero padrone della mia vita».

Poi il pastore ha continuato analizzando le caratteristiche dei vari carismi, proposti da San Paolo nel brano; questi per essere tali devono essere strumento che avvicina a Dio e sono qualcosa di concesso in maniera libera e gratuita, di cui non bisogna vantarsi, da qui la concretezza che il cristiano è chiamato a vivere tramite i doni dello Spirito: «Non solo i doni devono essere veri e avvicinare a Cristo, ma devono essere usati bene perché non sono espressioni teoriche; il nostro è un Dio che per creare l’uomo si è “sporcato le mani”, è un Dio che si è incarnato e per 30 dei 33 anni della sua vita ha lavorato, le chiacchiere devono essere un decimo dei fatti».

Il brano insegna come la diversità va vissuta nell’unità organica dei carismi, calzante l’esempio del corpo e delle membra ognuna diversa dalle altre secondo Marconi, che parlando della diversità dei doni ricevuti da ciascuno ha detto: «la chiesa è diversa nella sua totalità ma anche nelle sue particolarità e questo non è un limite, ma una ricchezza perché la diversità è un bene. Siamo battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo e l’unità della Chiesa non è data dall’omologazione, ma dal lasciarsi guidare dal Signore». Una diversità che il mondo di oggi fa fatica a capire, perché «tende ad identificare la pari dignità solo se si è identici, ma è stupido cancellare ogni diversità».

I carismi più grandi sono quelli che sono utili ad un più grande numero, questo sostiene san Paolo secondo il Vescovo che commenta così la frase finale del brano “aspirate ai carismi più grandi”: «amare, donare amore con gratuità è la risposta esatta a tutte le domande. Allora quali doni dobbiamo chiedere a Dio? Per diventare il primo Gesù ci dice che dobbiamo essere utili ai più. Provate a metterlo in pratica come strumento di discernimento per la costruzione di un gruppo, di una parrocchia, di un’unità pastorale, di una diocesi, della chiesa e vedrete che funziona!».

In conclusione il Vescovo ha presentato gli spunti per la riflessione personale e comunitaria da svolgere durante questa estate, che riportiamo di seguito:

 

Spunti per la riflessione personale e comunitaria durante questa estate

La Chiesa è la comunità di coloro che sono stati chiamati attraverso il Vangelo a incontrare Cristo e ad essere una cosa sola in Lui: questa unità di fondo si struttura ed organizza nella diversità dei vari doni, così che la comunità venga costruita giorno per giorno sviluppando tutte le proprie potenzialità.

  • Come considero la necessaria varietà dei doni nella Chiesa?
  • È per me una realtà positiva, e, quindi, una ricchezza da incentivare, o un problema, e, quindi, da scoraggiare?
  • I carismi sono doni elargiti dall’amore benevolo e gratuito del Padre attraverso la potenza dello Spirito. È abbastanza facile per il credente dimenticare l’origine divina di questi doni e pensarli solo come semplici qualità umane, non sempre perfettamente apprezzate.
  • Qual è il mio modo di considerare questi doni?
  • I carismi sono quei doni spirituali, e non solo, che il Signore ha elargito ai singoli credenti perché potessero essere usati a vantaggio di tutti. Come mi comporto riguardo ai doni che ho ricevuto dal Signore e che potrebbero essere di aiuto agli altri? Sono disposto a metterli a disposizione per il bene, o sono per me solo motivo di orgoglio, o di convenienza personale?
  • Secondo una prospettiva autenticamente cristiana anche l’autorità all’interno della Chiesa è un carisma, cioè una realtà positiva che Dio ha donato perché tutta la comunità possa crescere.
  • Qual’è il mio modo di relazionarmi con l’autorità all’interno della Chiesa? Come vivo la mia condizione di autorità: come prete, come diacono, come catechista, come genitore ecc.?
  • Riesco a riconoscerne il valore e il significato, e ad accettarne le decisioni?
  • Nella prospettiva cristiana non ci sono doni dello Spirito più o meno importanti, ma ognuno è pensato, voluto ed offerto per un compito ben preciso e che non può essere sostituito da nessun altro.
  • Sono anch’io affascinato dai doni eclatanti a scapito dei doni più ordinari, ma pur così necessari alla vita del credente e della comunità?
  • La via del cristiano è quella di saper vivere i carismi nella carità. Per questo il Signore ci chiama a metterci in gioco per ricercare nell’amore una relazione con gli altri che li riconosca come veri fratelli. Come posso vivere la mia vita di credente per realizzare questo obbiettivo? Come possiamo strutturare meglio la nostra vita comunitaria perché ciò avvenga?

Leggi il testo completo della Lectio di Monsignor Nazzareno Marconi:
Lectio-divina-Convegno-pastorale-2016

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