Piccoli attori svelano «I segreti dell’Alba»

Sabato 18 e domenica 19 giugno in scena lo spettacolo realizzato durante il laboratorio di teatro spirituale, con la regia di Martina Luce Piermarini

Saranno i bambini i protagonisti dello spettacolo «I segreti dell’Alba», frutto del laboratorio di teatro spirituale a loro dedicato, con la regia di Martina Luce Piermarini. I piccoli attori debutteranno sabato 18 giugno, alle ore 21, presso il teatrino di Madonna del Monte, dove il corso si è svolto durante l’intero anno scolastico, e domenica 19, alla stessa ora, al teatro municipale di Morrovalle.

Il laboratorio, che va avanti per il terzo anno consecutivo, ha coinvolto circa dieci bambini di età compresa fra i 7 e gli 11 anni. «L’iniziativa – ha detto Piermarini durante la conferenza di presentazione dell’evento, tenutasi il 16 giugno presso il bar Romcaffè a Macerata – è nata per rinnovare, con un’attività affiancata al catechismo, una spiritualità ormai troppo vecchia, fornendo ai ragazzi uno spazio cognitivo orientato al valore».

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Martina Luce Piermarini

La catechista Federica Baldoni ha poi sottolineato come «i bambini, sin dall’inizio del corso teatrale, siano cambiati interiormente, guadagnando un approccio diverso (ma fondamentale) alla spiritualità». Ha poi continuato Rossella de Angelis, catechista anche lei, dicendo che «i piccoli hanno perfettamente capito il significato del teatro spirituale, nonostante all’inizio i dubbi a riguardo fossero molti, data l’età. I ragazzi ci hanno invece dimostrato di essere stati in grado di entrare in questa atmosfera, realtà nuova e stupenda per loro».

Fondamentale per il progetto è stata poi la fiducia dei genitori, che sono stati felici di accompagnare i propri figli in questo percorso. In rappresentanza di tutti è stata una mamma, Claudia Brandimarte, ad esprimere la sua gratitudine verso la regista dello spettacolo, ricordando che «i bambini si sono sentiti coinvolti in tutto e per tutto, a partire dal copione che è stato scritto ex novo, sullo spunto dei loro disegni, sogni ed esperienze. I miei figli, così come quelli degli altri genitori, nonostante l’impegno di dover studiare una parte non hanno mai avvertito il laboratorio teatrale come un peso, sono sempre andati volentieri».

«Recitare vuol dire mettersi nei panni dell’altro, tirare fuori il meglio di sé e lavorare sodo su fronti diversi – ha poi continuato la Piermarini -: uno spettacolo funziona nel complesso solo se c’è sinergia fra tutte le singole parti.» La regista ha ribadito infine che «la recita che abbiamo realizzato serve, in particolare, a noi adulti, per ricordarci che la nostra parte bambina, quella che si stupiva e si meravigliava anche di fronte alle cose più semplici, non va dimenticata. Per questo voglio ringraziare soprattutto i ragazzi, che ce lo hanno insegnato».

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