La comunità dei credenti in Cristo nasce, si forma e cresce soprattutto attorno al Pane ed alla Parola nella celebrazione eucaristica. È qui che la Chiesa è chiamata a mettersi in comunione con il suo Signore attraverso i segni che manifestano realmente la presenza viva del Signore Gesù, morto e risorto per noi.

Il testo di questo canto va, quindi, al cuore del mistero celebrato e lo esprime con proprietà ed efficacia. Le parole conducono l’attenzione su Cristo nell’atto di donarsi per noi, sull’annuncio del regno, sulla forza dirompente del Vangelo, sulla centralità della Croce, a sottolineare il cammino di conversione a cui Cristo ci chiama con i suoi gesti. Infine, dopo un rapido accenno all’attesa del momento escatologico, rimandano significativamente all’acclamazione eucaristica, riprendendone direttamente le parole e il senso.

Il canto, su testo del gesuita Padre Eugenio Costa e musica di Jo Akepsimas, compositore di origine greca ma vissuto da sempre in Francia, dopo il successo iniziale alla sua pubblicazione avvenuta nel 1982, è caduto gradualmente nel dimenticatoio nonostante la ricchezza testuale e merita di essere ripreso e valorizzato. È stato approvato ed inserito al n.373 nel Repertorio nazionale di canti per la liturgia (CEI, 2008).

versione mp3 sintetizzata

Il pregio della melodia sta nella sua chiarezza, semplicità e nobiltà. La divisione del ritornello in due semifrasi uguali fra loro, ad eccezione della cesura, ne facilita il rapido apprendimento. L’andamento corale, poi, privo di difficoltà ritmiche o melodiche, lo rende adatto ad ogni tipo di assemblea, soprattutto se numerosa e composita.

Un’osservazione utile per il solo o il coretto che esegue le strofe: si cerchi di seguire con attenzione il senso verbo-melodico della frase, senza lasciarsi condizionare dalla divisione delle battute iniziali e centrali – forse legata alla diversa accentazione della lingua originale del testo -, che non fa coincidere l’accento della parola con il tempo forte della battuta.
Se eseguito a più voci il ritornello acquista un’efficacia ancora maggiore dovuta allo stile corale in cui è stato concepito.

La strofa può essere affidata o alle sole voci femminili o alle sole voci maschili: meno buona pare la realizzazione a voci miste, che forse non sottolinea sufficientemente lo stacco timbrico tra ritornello e strofa.

Può offrire un buon servizio nei momenti celebrativi di maggiore intensità meditativa, quali, ad esempio, il ringraziamento dopo la comunione e l’adorazione eucaristica comunitaria.

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