Riposto negli almanacchi, ricorderemo il 2016 come un altro anno “caldo” per lo sport. Tra Europei di calcio, già iniziati, non senza problemi, in Francia e il ben più ampio cartellone agonistico delle prossime Olimpiadi brasiliane (dal 5 al 21 agosto), tuttavia, allo spegnersi dei riflettori, atleti di ogni età, ordine e disciplina, professionisti e “amatori” davanti alla tv, torneranno, con più o meno clamore, alle loro fatiche quotidiane.

«Lo sport è un’attività che coinvolge l’uomo in tutte le sue qualità e nel suo modo di rapportarsi nella società – afferma padre Roberto Zorzolo, direttore dell’Ufficio dello Sport, Turismo e Tempo libero della Diocesi di Macerata e assistente ecclesiale del Centro sportivo italiano (Csi) provinciale –, per questo ha una valenza molto formativa per la persona. Lo sport – aggiunge – è fatto di sacrificio, di lealtà e dalla gioia di condividere ma, allo stesso tempo, rappresenta anche una vittoria con se stessi: non si è mai “arrivati”, si è sempre al punto di partenza, e anche una sconfitta diventa una vittoria se ci si è impegnati fino in fondo».

Padre Zorzolo (primo da destra) all'Assemblea del Csi Macerata dello scorso aprile
Padre Zorzolo (primo da destra) all’Assemblea del Csi Macerata dello scorso aprile

Valori che nascono e vengono coltivati all’interno degli oratori: «Sono stati sempre l’occhio privilegiato della Chiesa – continua –, un alleato forte per seguire i ragazzi nella loro formazione umana prima ancora che cristiana. Tante grandi società sportive, infatti, sono nate proprio all’interno degli oratori, dove in molti casi l’attività giovanile si è poi trasformata in professionismo». Padre Zorzolo ha poi il compito di “accompagnare” la attività del Csi provinciale nelle sue scelte quotidiane, pur non avendo “diritto di voto” ma quella che lui stesso definisce la possibilità di rivolgere una parola morale.

Gli oratori sono l’occhio privilegiato della Chiesa per seguire la formazione dei giovani

«L’assistente ecclesiastico è colui che propone sempre una riflessione, cercando di “normare” le scelte che si andranno a compiere secondo la lettura del Vangelo – sottolinea –, portandolo lo stesso Vangelo nei campi di gioco, attraverso l’aiuto degli arbitri e delle società e rivolgendosi ai giovani. Nel mondo dello sport esistono numerose realtà che sono vicine alla Chiesa cattolica, come ad esempio la Unione sportiva Acli (Us Acli) e i gruppi salesiani. Professionisti e non solo uniti dalla passione per le proprie discipline e da valori comuni nati all’interno degli oratori e delle società appartenenti al mondo sportivo cattolico evento dell’anno l’intervista par suo – conclude –, il Csi guarda alla Chiesa come una madre che insegna a camminare sulla via della morale, della legalità, del dono del volontariato e dalla solidarietà».

Il Csi guarda alla Chiesa come una madre che insegna a camminare sulla via della morale

Tra gli “strumenti” citati e nel rispetto dei principi indicati da padre Zorzolo, l’Us Acli ha recentemente firmato un protocollo d’intesa con la Regione Marche e il Comitato Regionale Marche (Crm) per la “promozione dell’attività fisica nella comunità locale e il contrasto alla sedentarietà come forma di prevenzione”, in applicazione del Piano regionale della prevenzione 2014–2018.

L’obiettivo del protocollo d’intesa è attuare delle proficue sinergie, le quali siano operative e non soltanto formali tra le Istituzioni, allo scopo di diffondere buone abitudini salutari e ostacolare, di conseguenza, malattie croniche e fattori di rischio per ogni età anagrafica, anche attraverso la collaborazione ai programmi attuati Mi prendo cura di me e Salute argento.

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