Si è chiusa nel segno della “maturità” e, al tempo stesso, della spensieratezza la 27esima edizione di Musicultura, il festival della canzone popolare e d’autore ideato dal recanatese Piero Cesanelli con la produzione artistica di Ezio Nannipieri, che, anche quest’anno, attraverso l’incessante lavoro di una macchina organizzativa perfettamente rodata, ha raccolto il pieno consenso del pubblico maceratese (e non solo) che, dal 23 al 25 giugno, ha garantito il sold out all’Arena Sferisterio di Macerata.

images A vincere il premio 2016 – 20mila euro consegnati dallo sponsor Ubi-Banca Popolare di Ancona, il giovanissimo Gianfrancesco Cataldo, non ancora ventenne e alle prese proprio in questi giorni con gli Esami di Stato, che ha convinto la platea chiamata al volo con il brano Marta, dedicato alla violenza sulle donne.

Un’ispirazione, la sua, nata dai fatti di cronaca e divenuta, in poco tempo, musica capace di veicolare un messaggio più che incisivo per la società attuale. Originario di Benevento, Cataldo inizia a suonare la chitarra da bambino, ereditando la passione per lo strumento dal padre. Da adolescente, inizia ad esibirsi nei locali, partecipando poi al Tour Music Fest. Come solista ha realizzato l’EP «Parabola», definendosi, per sua stessa ammissione «un cantautore che non si sente italiano ma che, purtroppo o per fortuna, lo è». Un entusiasmo forte, il suo, che lo ha portato ad abbracciare la vittoria letteralmente saltando sul palcoscenico dell’arena maceratese. Queste le sue dichiarazioni rilasciate a caldo a èTv Macerata subito dopo la consacrazione:

Ad infiammare gli applausi degli spettatori, nel corso della serata conclusiva del sabato, non sono mancate inoltre le esibizioni dei Tiromancino, con la sempre convincente bravura del leader Federico Zampaglione (componente, tra l’altro, del Comitato artistico di garanzia), di Simone Cristicchi e Nino Frassica, esibitisi in una divertentissima gag, e della giovane Chiara Dello Iacovo, già trionfante nell’edizione della kermesse dello scorso anno e lanciata verso una promettente carriera.

A fare da garbato ma come sempre coinvolgente padrone di casa, un “longevo” Fabrizio Frizzi che, affiancato dalla bravura di John Vignola, ha condotto i tre appuntamenti del festival che vede come media partner principale Rai Radio 1. «Con ben otto conduzioni di questo evento – ha dichiarato simpaticamente Frizzi in chiusura, salutando il pubblico e le numerose autorità convenute, oltre ai vari sponsor – posso ritenermi fiero di essere il “Pippo Baudo” di Macerata!».

Come da tradizione, ad arricchire la già vasta proposta messa in scena dallo staff di Musicultura, anche gli originali spazi della Controra, che hanno visto l’esibizione, tra gli altri, di artisti noti, tra cui Cesare Bocci (che, assieme alla moglie Daniela Spada, ha presentato il libro «Pesce d’aprile»), Eugenio Finardi, Li Daiguo e lo stesso Frassica che a palazzo Conventati ha raccontato «La mia autobiografia».

(foto Roberto Properzi)
(foto Roberto Properzi)

Successo prevedibile e strepitoso anche per le prime due serate, con la travolgente carica di Gianna Nannini (Qui il video dell’esibizione) in apertura, e l'”evergreen” Edoardo Bennato, ospite il 24 giugno con Finardi, James Senese Napoli Centrale e il poeta Adam Zagajewski: nel giorno in cui il mondo ha reagito alla storica Brexit, sul palco un mix di musica e poesia “oltre ogni confine”, in un connubio capace di comunicare attraverso le melodie di ieri e le sperimentazioni di oggi.

Largo ai nuovi talenti, dunque, con in testa l’intraprendente Cataldo, che ha cantato e mostrato la vera differenza tra l’amore e la violenza, sottolineando poeticamente il valore del rispetto verso la donna. D’altronde, come riporta la nota critica, i suoi versi rappresentano una «sintesi affascinante tra linea melodica e testo» e «l’essenziale come sempre vince».

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(foto Musicultura)
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