Quando si parla di metodo ci si riferisce al “come fare” una determinata cosa, alla strada da intraprendere, alla sequenza di tappe da realizzare. Le attività manuali relativamente semplici, quali ad esempio edificare un muro di mattoni, sono organizzate da un metodo, cioè da un percorso di operazioni, che è definibile interamente prima dell’avvio dei lavori che verrà con ogni probabilità seguito.

Quando si opera nel sociale, il metodo è definibile solo in parte prima dell’avvio delle attività previste ed è definibile comunque solo in termini generali. Non è infatti del tutto prevedibile l’esito delle azioni, cosa accadrà strada facendo, quali correttivi si renderanno necessari. Esistono metodi specifici per la costruzione di una intervista, per lo svolgimento di una ricerca sui bisogni e sulle risorse di una comunità, per la programmazione e gestione di un incontro-dibattito.

Non esistono metodi sufficientemente affidabili con cui cercare di governare un processo di evoluzione culturale e sociale di una comunità. La risorsa decisiva in questi casi è la capacità di ascolto, di mettersi in discussione, di riconoscere vincoli e le possibilità evolutive insieme nelle situazioni in cui si opera, nelle relazioni attivate con i soggetti con i quali si interviene.

Emporio della Solidarietà

Da settembre 2015 la Caritas diocesana, insieme ad alcuni partner, ha deciso di promuovere e realizzare il nuovo servizio dell’Emporio della Solidarietà a Macerata (leggi qui l’articolo).

Con questo progetto si cerca di dare dignità alle persone andando incontro alle loro reali esigenze. Inoltre, si rivoluziona il classico sistema di distribuzione degli alimenti, dando ora la possibilità alla persona di scegliere quegli alimenti di cui realmente hanno bisogno (leggi qui l’articolo).

Il servizio è rivolto a singoli e famiglie italiani e stranieri, residenti a Macerata, in condizione di disagio e difficoltà (sociale, lavorativa, economica, debitoria, di salute, ecc.) per un periodo di tempo stabilito sufficiente a renderli più autonomi ed integrati. I destinatari, quindi, sono coloro che si trovano in temporanea difficoltà e che non riescono a sopperire a tutte le loro necessità. L’obiettivo principale del progetto è quello di dare una possibilità concreta per superare la situazione di “crisi” e consentire di non avere un atteggiamento di passività di fronte a possibili difficoltà ed eventi negativi. 

L’obiettivo è offrire la possibilità di superare situazioni di crisi e non essere passivi di fronte alle stesse

Emporio della Solidarietà

La persona o la famiglia che voglia aderire al progetto Emporio deve recarsi in uno dei 9 centri di ascolto attivi in città (6 parrocchie e 3 associazioni). Se in base all’ascolto emergerà il bisogno di accedere al percorso Emporio, verrà fatta compilare una domanda di accesso a cui vanno corredati dei documenti che chiariscano le difficoltà della persona/famiglia e le cause che ci sono a monte. Dopo di che, la domanda verrà valutata da una Commissione di valutazione: da lì ad ogni persona/famiglia verrà proposto un progetto personalizzato di accompagnamento che la aiuti a fuoriuscire dal proprio stato di bisogno (lavorativo, abitativo, ecc.).

Per aderire al progetto Emporio bisogna compilare una domanda nei centri di ascolto presenti a Macerata

Durante il percorso, in genere semestrale, la persona o famiglia potrà anche fare “spesa” all’Emporio. Non verrà consegnato denaro, ma una tessera con dei punti da spendere mensilmente in cibo, prodotti per l’igiene, vestiario. I punti sono “calibrati” in base alla specifica situazione analizzata.

L’Emporio promuove la solidarietà in modo coordinato nella logica di un sistema integrato di accoglienza, ascolto e distribuzione di beni e servizi.  La Commissione che delinea il percorso di accompagnamento è composta dai rappresentanti degli enti promotori del progetto: la Caritas diocesana, quelle parrocchiali, Il Comune di Macerata, le Acli, i Gruppi di Volontariato Vincenziano (GVV) e l’Associazione Centro di Ascolto e di prima accoglienza.

L’Emporio promuove la solidarietà in modo coordinato e integrato

L’ascolto è la prima delle tre azioni che compongono il Metodo Caritas: un primo passaggio verso l’Altro lo si realizza con l’ascolto della sua storia, della sua parola e della sua richiesta. L’ascolto è proprio la base del progetto, importante momento in cui individuare qual è il reale bisogno della persona, le sue difficoltà e le sue risorse su cui lavorare per risolvere il bisogno rilevato.

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments