Si inaugura domani sera, martedì 28 giugno, alle 21.15 al teatro romano di Helvia Recina di Villa Potenza il festival Recina Live 2016, iniziativa fortemente voluta dal Comune e realizzata in collaborazione con l’Amat, Associazione Sferisterio e Associazione Musicale Salvadei.

Un doppio appuntamento per questo avvio che offre «Un’orazione pubblica» per Khaled al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, della giornalista e scrittrice Asmae Dachan e, a seguire, sarà Pamela Villoresi accompagnata da Stefano Saletti e dalle sue attente e sensibili composizioni, insieme alla voce di Barbara Eramo, la protagonista di «Mitiche donne. Dalle donne del mito alle nostre vite».
Appuntamento che inaugura contemporaneamente anche la rassegna TAU/Teatri Antichi Uniti che, per il diciottesimo anno consecutivo, offre l’opportunità di fruire i magnifici luoghi di interesse archeologico grazie a un cartellone di spettacoli di grande richiamo nato dall’impegno congiunto di Comuni, Regione Marche, Amat e Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche con il contributo di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Khaled al-Asaad
Khaled al-Asaad: l’archeologo siriano venne catturato da un gruppo jihadista a Palmira e ucciso il 18 agosto 2015

Come una vestale del dio Pan, una baccante, sacerdotessa del rito laico, grillo parlante, operatrice culturale o più semplicemente lavoratrice dello spettacolo, la Villoresi conduce lo spettatore attraverso un percorso di incanto e di pensiero. Non solo con la sua storia ma anche appunto attraverso le parole delle grandi eroine classiche e le voci di artiste di tutti i tempi, come Alda Merini, Bilitis, Marina Cvetaeva, Bebetta Campeti, Luisa Futoransky, Valeria Moretti, Wisława Szymborska, Madre Teresa di Calcutta e altre ancora.

La serata sarà preceduta, alle 19, dall’AperiTAU con l’inaugurazione del Lapidario di Ricina alla presenza del sindaco Romano Carancini, dell’assessore alla Cultura Stefania Monteverde e Nicoletta Frapiccini, funzionario archeologo e responsabile del progetto.
Il Lapidario di Helvia Ricina ha origine dalla segnalazione della presenza di decine di blocchi di pietra, in gran parte calcarea, in prossimità del Potenza segnalata nel 1967 dallo scultore Valeriano Trubbiani alla Soprintendenza archeologica per le Marche. In gran parte scolpiti, i blocchi apparivano quali parti di opere monumentali di età romana, probabilmente utilizzati in funzione di argine del fiume. Spostati nell’area del teatro romano, furono successivamente studiati e pubblicati da vari archeologi, fra cui Mercando, Paci e Bacchielli. Si tratta di steli e di frammenti di monumenti funerari dalle dimensioni e dalle forme diverse il cui aspetto originario è stato ricostruito dagli studiosi.

L'antico teatro di Helvia Recina, a Villa Potenza
L’antico teatro di Helvia Recina, a Villa Potenza

Il lapidario è allestito in prossimità dell’edificio comunale a servizio dell’area archeologica. Dopo i lavori di ristrutturazione dello spazio in cui il lapidario è ospitato, in prossimità dell’edificio a servizio dell’area archeologica, la Soprintendenza ha curato l’allestimento definitivo dei reperti rendendo pienamente fruibile il patrimonio archeologico nell’area del teatro di Helvia Ricina
Per informazioni e biglietti (posto unico a 8 euro), è possibile rivolgersi alla Biglietteria dei Teatri di piazza Mazzini: 0733 233508 – 230735.

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