Un evento, pensato congiuntamente dall’Amministrazione comunale, dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani e, ovviamente, dalla famiglia, per ricordare un artista di notevole spessore, definito il «pittore su ceramica». Questo promuove la città di Recanati per sabato 2 luglio, quando al Museo civico Villa Colloredo Mels, alle ore 18, verrà inaugurata la mostra «Dipinti su ceramica», dedicata alla figura di Piero Ceccaroni, in occasione del ventesimo anniversario della morte.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle Celebrazioni leopardiane 2016 e sarà visitabile per tutta l’estate.

L’inaugurazione dell’esposizione – a cura del professor Stefano Papetti – si terrà sabato 2 luglio alle ore 18, nell’ambito delle Celebrazioni Leopardiane di questo 2016 e si protrarrà per i mesi estivi, fino al 4 settembre.

Un'opera di Piero Ceccaroni (foto Lucio Del Gobbo)
Un’opera di Piero Ceccaroni
(foto Lucio Del Gobbo)

Nato a Foligno nel 1936, Piero Ceccaroni trascorre gli anni delle gioventù tra Roma, dove frequenta gli studi classici laureandosi in Giurisprudenza, e Recanati, dove trascorre molto tempo presso lo studio dello zio Rodolfo Ceccaroni (1891-1983), celebre ceramista che lo introduce ai segreti tecnici della pittura su maiolica, esortandolo ad esprimere la sua raffinata sensibilità in quell’ambito. L’artista, difatti, intraprese una strada del tutto unica e personale, realizzando dei veri e propri quadri su maiolica: infatti, con una tecnica classica ed una inventiva originale ha creato opere che hanno riscosso grandi successi in Italia e nel panorama internazionale.

A partire dagli anni Settanta Piero Ceccaroni realizza piatti in terracotta dipinti e invetriati poi si evolve nella forma e nella materia e per realizzare le sue pitture usa come supporto candide piastrelle in terraglia forte assemblate per formare veri e propri quadri in ceramica o pannelli. Nel prosieguo degli anni, la sua produzione si caratterizza per uno stile sempre più rarefatto, ottenuto attraverso l’uso di colori selezionati e le rare presenze umane si inseriscono in un variegato contesto di colline, di borghi medievali, di montagne e di campi coltivati che le sovrastano, mettendone in evidenza la pochezza a fronte alla incommensurabile bellezza della natura.

(foto Lucio Del Gobbo)
(foto Lucio Del Gobbo)

«L’opera di Piero Ceccaroni non è facile da comprendere, in quanto particolarissima e provvidenzialmente anomala per forma, motivazioni e poetica», afferma l’esperto d’arte Lucio Del Gobbo che, ai lettori di Emmausonline, regala in questo ampio contributo un “ritratto” esclusivo del recanatese conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, ritenuto dalla critica «l’epigono contemporaneo di una tradizione che risale all’istoriato rinascimentale».

Ceccaroni, infatti, venuto a mancare nel 1996, ha vinto premi internazionali di massimo prestigio nel mondo della ceramica: tra questi, nel 1987 a Faenza e, nel 1990, a Vallauris (Francia) città della ceramica di Picasso, senza tuttavia trascurare di presentare le sue creazioni anche nelle Marche. Suggestionato dalla armonia del paesaggio recanatese che può ammirare dalle finestre della propria residenza nell’ora del tramonto, Piero Ceccaroni, si legge nella biografia, «concepisce immagini nelle quali si sottintende la volontà di preservare la natura leopardiana di quei luoghi carichi di suggestioni nostalgiche». I suoi dipinti, dunque, narrano ricordi personali in ambienti vissuti e paesaggi fantastici ispirati da quelli che circondano Recanati, la sua terra natìa che oggi, proprio nei giorni in cui si festeggia il poeta Giacomo, intende ricordarlo e omaggiarlo.

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