Se son rose, si dice fioriranno. E promettono davvero bene le sette giovanissime della parrocchia di Recanati Santa Maria della Pietà, guidata dai Padri Passionisti, che oggi, sabato 2 luglio, hanno ricevuto il sacramento della Confermazione conferito loro dal vescovo diocesano mons. Nazzareno Marconi.

Promettono bene, queste ragazze che hanno scelto di chiamare «Le rose di Dio» il gruppo con cui si sono incamminate verso questo importante traguardo che rappresenta, in verità, un punto di partenza per il loro ingresso, da adulte, nella Chiesa.

IMG_3966«Sono poche, ma sono di buona qualità e fioriranno con la grazia dello Spirito Santo, prendendo il loro posto di servizio nella comunità parrocchiale», esordisce padre Bruno De Luca, il parroco, mentre presenta, tra genitori, padrini e madrine comprensibilmente commossi, i sorrisi limpidi di Giulia Silvestri, Ludovica Gentili, Maria Ramundo, Perla Perretti, Serena Cenci, Veronica Bartomeoli e Zoe Giorgetti.

Per l’occasione, non è voluto mancare nemmeno padre Raffaele De Fulvio, che della parrocchia del quartiere Le Grazie è stato guida fino allo scorso anno e ha seguito le giovani in tante esperienze di spiritualità e fraternità negli anni più belli della crescita. A prepararle fin da bambine nell’educazione alla fede, con dedizione e generosità, i loro catechisti: gli sposi Cristina e Gabriele Principi, assieme alla giovane Alessandra Celozzi.

Le Cresimate con i catechisti
Le Cresimate con i catechisti

Si riferisce al mandato dei discepoli, il Vangelo letto durante la sentita Celebrazione eucaristica, e all’impegno di servire Cristo «come agnelli in mezzo ai lupi». Con coraggio e fedeltà. Quella stessa fedeltà che don Nazzareno ha promesso a Dio 33 anni: proprio in questa data, infatti, il vescovo è stato ordinato sacerdote, nel 1983 e lo ha voluto ricordare all’inizio dell’omelia, con sincera emozione. «Condivido con voi questo giorno e lo faccio da prete: non poteva esserci modo migliore per festeggiare questa coincidenza! Questo dunque auguro oggi a voi, care ragazze: trent’anni e più di fedeltà alla volontà di Dio. Il brano evangelico appena ascoltato – ha detto Marconi – ci spiega cosa il Signore vuole da noi: collaborare con Lui, per essere suoi discepoli e rendere il mondo migliore».

Quindi, il rimando, delicatissimo e azzeccato, alla scienza naturale, dove nulla è casuale. «Quando studiavo – ha proseguito il Pastore della Diocesi maceratese – rammento che il professore ci spiegò che la rosa è il fiore che vanta il più ricco numero di varietà. Esistono almeno cinquemila tipi di sfumature diverse, eppure tutte derivano da un unico fiore: la rosa canina. Ecco, come Dio ha creato la prima rosa a cinque petali, da cui si sono generate tutte le altre, così oggi voi, nella vostra diversità e giovinezza rappresentate il frutto dell’umanità germogliato. Impegnatevi ad essere, ciascuna con la propria unicità, parte di qualcosa di bello e di grande».

E da ora, di sicuro, il giardino di Dio profuma di nuovi, meravigliosi doni appena sbocciati.

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