La risurrezione di Gesù Cristo è il nucleo e il centro della nostra fede. Come insegna con forza l’Apostolo Paolo: «Se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la nostra fede» (1 Cor 15,14). I riti delle esequie cristiane, lo spirito di fede e di speranza che le anima sono da vivere e da comprendere nell’ottica della Pasqua del Signore. Illuminati dal suo mistero, i cristiani sono invitati ad affrontare la propria morte e quella dei loro cari non solo come una scomparsa e una perdita, ma come un passaggio, un vero e proprio esodo da questo mondo al Padre, verso il compimento definitivo e pieno, nell’attesa di ogni uomo in cui tutti i morti risorgeranno. (Presentazione alla seconda versione italiana del Rito delle Esequie, n.1)

È consuetudine frequente per ogni animatore liturgico-musicale dare il proprio contributo per cantare la speranza della risurrezione nelle celebrazioni esequiali. Spesso lo smarrimento, il dolore, l’imbarazzo fanno si che la scelta degli interventi in canto diventi difficoltosa.

Dusan Stefani, presbitero salesiano (1920-2011) che ha composto moltissima musica liturgica per le nostre assemblee, con grande e appropriata maestria ha messo in musica (1966) la preghiera dell’ “Eterno riposo” (in latino, Requiem aeternam), l’orazione rivolta a Dio per la pace delle anime.

L’eterno riposo,
dona loro, o Signore,
e splenda ad essi la Luce perpetua.
Riposino in pace.
Amen.

Il testo, derivato dall’apocrifo Quarto libro di Esdra del III secolo, invoca per le anime dei defunti il riposo eterno, la piena comunione del giusto con Dio.
La Bibbia fa del riposo l’immagine del traguardo ultimo della nostra esistenza. Il riposo è dunque il compimento della Storia della Salvezza.

«Per me, il mio bene è stare vicino a Dio;
nel Signore Dio ho posto il mio rifugio,
per narrare tutte le tue opere.» (Salmo 73,28)

Nella spiritualità biblica riposare significa partecipare al riposo di Dio che celebra il compimento della creazione (Gen 2,3), anzi, di tutto il suo progetto di salvezza.

La musica e il canto di questa preghiera contiene in sé un grande senso di compiutezza e stabilità. La melodia e l’armonia essenziale aderiscono perfettamente al testo mettendo in evidenza la luce e il senso di pace. Lo stesso modulo per il canto del salmo 50 che si alterna all’antifona si omogenizza perfettamente in un unicum di grande efficacia musicale.
Nel libro liturgico del Rito delle Esequie, seconda versione italiana dell’editio typica dell’Ordo Exsequiarum (2011), è contenuta una ricca proposta di melodie per tutti i momenti rituali, tra cui, anche questa proposta di Dusan Stefani (pagina 432 dell’editio minor) indicata per la processione alla chiesa, ma non solo.

Ritengo doverosa di grande attenzione e valutazione anche la versione a tre voci di Davide Cantino.

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