L’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, oltreché ad agitare le borse europee, ha posto seri interrogativi per l’export regionale. Infatti, dalle scarpe al vino, le Marche hanno stretti rapporti con i mercati inglesi, tanto che la Coldiretti Marche ha parlato di «nubi sul futuro di € 628.000.000 di export di prodotti regionali».

Gli interrogativi riguardano, secondo la Coldiretti, «dal tessile ai macchinari, all’elettronica fino all’agroalimentare che, a fronte di volumi più ridotti rappresenta comunque un biglietto da visita importante per la nostra regione». La confederazione regionale dei coltivatori diretti ha parlato sulla base di un’analisi su dati del commercio estero dopo la decisione del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea che, per effetto della svalutazione della sterlina, potrebbe avere effetti importanti sui rapporti commerciali:

La stessa bilancia import/export è fortemente sbilanciata a favore delle Marche con le esportazioni che superano di 4 volte le importazioni (€ 172.000.000). Nella top five delle merci marchigiane più vendute nel paese britannico il tessile-abbigliamento è la voce più pesante con € 140.000.000 (di cui € 85.000.000 di sole calzature) davanti a macchinari e trasporti con € 118.000.000, apparecchi elettrici con € 101.000.000, prodotti farmaceutici per € 67.000.000, prodotti metalliferi per € 56.000.000, mentre l’export agroalimentare vale € 13.000.000, peraltro in aumento del 17% nel 2015.

Tra i prodotti alimentari più gettonati tra gli inglesi, guida il vino assieme alle altre bevande che rappresentano oltre un terzo delle intere esportazioni, davanti a pasta e prodotti da forno e frutta e ortaggi lavorati e conservati.

Se le nubi paiono nere secondo gli industriali maceratesi però c’è una voglia di ripartenza, come ha sottolineato il nuovo presidente degli industriali maceratesi, Gianluca Pesarini, perché le Marche “sono un sistema”: «Non sappiamo quanto dista il traguardo ma non molliamo, andiamo avanti. Al contrario di un maratoneta però non ci sentiamo soli, abbiamo il sostegno ed il valore di un territorio. L’uscita dalla crisi può avvenire puntando sull’economia reale, in particolare sul settore manifatturiero. Serve proporre e ripensare un progetto di marketing che guardi al futuro del territorio ed individui idee che possa diventare punti di forza, progetti ed azioni che devono consentirci di essere più attrattivi, più competitivi, più sostenibili, più inclusivi».

Intanto dal rapporto 2016 “Io sono cultura” di Fondazione Symbola e Unioncamere si è evidenziata una leadership della regione e della provincia di Macerata nel sistema produttivo culturale e creativo. Le Marche sono la prima regione italiana per incidenza della spesa turistica culturale sul totale della spesa turistica attivata dal suo territorio. Macerata sta sopra la media regionale nella percentuale di valore aggiunto: il 6.1% della ricchezza complessiva in Italia proviene dal settore, nelle Marche è il 6,2%, in provincia il 6,3%. Ancora più evidenti i dati per quanto riguarda il valori nell’occupazione: 6,1 Italia, 6,6 Marche e 7% Macerata.

In ambito regionale nel 2015 sia per valore aggiunto (2,2 miliardi, 6,2% di incidenza sul totale dell’economia regionale contro una media nazionale del 6,1%), che per occupazione (42.200 unità) le Marche si collocano sempre al di sopra della media nazionale e sono al secondo posto in Italia, dietro alla Valle d’Aosta, per crescita della quota del valore aggiunto legato alla cultura sul totale dell’economia regionale.

Nel caso dell’occupazione, l’incidenza nel periodo è cresciuta di 0,26 punti. La crescita di peso del settore nel periodo 2011-2015 è dovuta soprattutto alla componente più direttamente legata alle attività culturali e creative. La crescita di incidenza del cuore del Sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell’economia regionale, infatti, conferma le Marche al secondo posto in Italia sia per il valore aggiunto (+0,34 punti percentuali) che nell’occupazione (+0,25 punti percentuali).


Per approfondire:
Il Brexit è realtà: il Regno Unito, diviso in due, volta le spalle all’Europa

Gianluca Pesarini alla guida di Confindustria Macerata

 

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