Maurizio Verdenelli, già inviato speciale de Il Messaggero, è stato per molti anni nelle Marche – oltre che in Umbria, Lazio ed Abruzzo – con lo stesso giornale.

Verdenelli
Maurizio Verdenelli

Verdenelli, dopo quasi cent’anni “Il Messaggero” non si occupa più, da ieri, della cronaca delle Marche…
Già, dispiace. Si tratta infatti di un giornale storico; a Roma, capitale anche del regno papalino cui appartenne, questo territorio ha sempre guardato. I marchigiani a Roma sono tanti: in numero uguale a quello della popolazione di Macerata (42.000). Dalle Marche, ad esempio, fu Il Messaggero a dare per primo la notizia della tragedia di Bolognola quando un’enorme slavina travolse il paese: 14 morti, 12 dispersi, 4 feriti, 40 case distrutte. Era il 23 febbraio 1930.

Poi…
E cinquant’anni dopo, a fine novembre 1980, avendo assunto da appena un mese la responsabilità della redazione provinciale di Macerata, ho dato io personalmente “conto” del giallo dei Sibillini. Uno scoop. Parlo della scomparsa, su quelle stesse montagne sopra Bolognola della scomparsa di Jeannette May, ex baronessa De Rothschild e della sua ex governante, Gabriella Guerin. A distanza di 36 anni, un caso tuttora irrisolto seppure archiviato come ‘morte bianca’ anche se a ritmi, si direbbe, cadenzati emergono testimonianze clamorose che vorrebbero legare oscure vicende italiane ed internazionali a questo intricato mistero all’Inglese.

Il Messaggero è stato solo cronaca?
Anche passione civica e battaglia culturale. Subito dopo la guerra a dirigere l’ufficio di corrispondenza, a Macerata, a palazzo Costa, fu il pittore futurista Wladimiro Tulli. Che conservava come una laica reliquia un biglietto che il grande Filippo Tommaso Marinetti gli aveva lasciato nella buca delle lettere, non avendolo trovato in ufficio. «A Tulli, al Messaggero: presto! F.T. Marinetti». Poi a guidare la redazione fu chiamato un critico d’arte della vaglia di Armando Ginesi, che avrebbe poi diretto l’Accademia di Belle Arti. Ricordo inoltre il nome del professor Russo, e carissimi amici come Luigi Zizzari, ternano, poi importante inviato speciale ed Enzo Paolini, ascolano, famoso anche per le cronache dei bianconeri di Costantino Rozzi.

Qualche altro ricordo?
Certo, fu quando riscrivemmo la storia della Liberazione di Macerata. Succedeva che da qualche anno il bravissimo capo ufficio stampa del Comune, l’indimenticabile Fabrizio Liuti inviasse alle redazioni, in vista della cerimonia maceratese, la stessa nota: il capoluogo liberato dai nazifascisti grazie ai partigiani della banda Nicolò del comandante Augusto Pantanetti. Tuttavia un giorno venne a trovarmi il maresciallo Antonio Minischetti di Roma che aveva preso parte alla “battaglia dimenticata” a Colbuccaro della Nembo contro i tedeschi, costata agli italiani 35 morti. Una battaglia vinta dopo due giorni. Fu grazie a questo scontro a fuoco che la città venne liberata! Minischetti, romano, che aveva sposato una ragazza di Monte San Martino (conosciuta proprio quando la sua colonna risaliva la provincia maceratese) tornato al paese della moglie in vacanza, aveva letto sul Messaggero la nota di Fabrizio. E, naturalmente stupendosi, era piombato in redazione per la “smentita”. Ora la storia è stata riscritta e a Colbuccaro c’è, come noto, un monumento che ricorda la ‘battaglia’ dimenticata.

Infine..
Infine vorrei ricordare che alla redazione del Messaggero si sono ‘formati’ giovani come l’indimenticabile Maria Grazia Capulli; la vice direttrice di Panorama, Emanuela Fiorentino; il Giornalista dell’anno 2016, Fulvio Fulvi (Avvenire), e l’attuale presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Dario Gattafoni. Mi ha commosso leggere nei resoconti dei funerali di Maria Grazia, il ricordo di Pino Scaccia, inviato di guerra del Tg1 (e mio buon amico: aveva pure scritto qualche articolo per me): «Maria Grazia non mi perdonava, benevolmente ogni volta che ci incrociavamo, il fatto che gli avesse “scippato” sul Messaggero alcuni pezzi di folklore maceratese che le sarebbe piaciuto scrivere lei». I “miei ragazzi”, i più giovani ormai sono ultracinquantenni, non hanno mai dimenticato quella “scuola”. Restano loro, con il mitico “padre” di tutti i fotoreporters maceratesi, Pietro “Briscoletta” Baldoni, la mia famiglia: anche coloro che non ci sono più e per questo più vicini. Per sempre.

Qualche nome?
Tanti: tra questi autentiche stelle del giornalismo italiano, altri che hanno rappresentato e rappresentano storie importanti della cronaca, della cultura e pure della politica nella provincia italiana: tutti, in ogni caso, valorosamente impegnati sul fronte della professione. Alcuni, troppi, purtroppo non ci sono più; giovani come Maria Grazia, Antonella, Paola ed altri che ci hanno lasciato al termine di un’esistenza spesa con questa invincibile passione “dentro”. Maria Grazia Capulli, Emanuela Fiorentino, Fulvio Fulvi, Laura Trovellesi, Franco Pallotta, Sandro Stacchietti, Dario Gattafoni, Paola Pagnanelli, Luca Patrassi, Daniel Fermanelli, Paola Barbetti, Simona Marini, Andrea Angeli, Asterio Tubaldi, Alessandro Feliziani, Eloisa Bartomioli, Francesca Benadduci, Paola Olmi, Piero Ciarapica, Luigi Avi, Michela Avi, Andrea Barchiesi, Ermanno Calzolaio, Lucia Mosca, Rossella Pigliapoco, Pietro Pistelli, Pietro Baldoni, Carlo Gentili, Guido Picchio, Alberto Girolami, Lucio Cristino, Patrizia Baldini, Giancarlo Pantanetti, Giuseppe Pioli, Giuseppe Bommarito, Maria Cristina Ruscitto, Elisabetta Mascellani, Ennio Ercoli, Evio Hermas Ercoli, Mario Cavallaro, Luciano Magnalbò, Libero Paci, Guido Garufi, Remo Pagnanelli, Mauro Valentini, Maria Luigia Cerolini, Anna Pisani, Francesco Fiordomo, Rossella Pigliapoco, Pierfrancesco Giannangeli, Gabor Bonifazi, Antonella Scuterini, Elisabetta De Luca, Maria Stefania Gelsomini, Gianluca Ginella, Maurizio Capezzani, Rosalba Emiliozzi, Domenico Bartolini, Lorena Cellini, Giuliano Forani, Romolo Sardellini, Arsenio ‘Arsenico’ Teloni, Piero Bizzarri, Bruno Mandrelli (‘Assessor’), Enrico Scoppa, Angelo Ubaldi, Andrea Cesca, Luca Muscolini, Cristiana Zampa, Mario Squadroni, Piero Ciarapica, Sauro Ciarapica, Maura Gallenzi, Piero Paoletti, Alfonso Toschi, Paola Mezzopera, Mauro Montali, Umberto La Rocca, Nicola Paciarelli, Alessandra Bruno, Gianluca Pascucci, Gianfilippo Centanni, Enzo Paolini, Luigi Zizzari, Paola Ciccioli, Giampiero Cavalli, Marisa Gervasi, Silva Bonora, Mario Monachesi.

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