La narrativa popolare descrive momenti durante i quali città e paesi smettono per pochi giorni i panni della modernità per tornare ai fasti che li hanno resi celebri nella storia d’Italia. Un racconto per lo più estivo che, nei mesi di luglio e agosto, allieta le giornate dei turisti, di ritorno dal mare o dalla montagna, e aiutano a conservare e valorizzare una cultura troppo spesso dismessa a vantaggio delle logiche della globalizzazione.

Tra i custodi della tradizione, un ruolo di primo piano è svolto dall’Associazione marchigiana delle Rievocazioni storiche (Amrs), con sede a Sant’Elpidio a Mare, nel Fermano, che comprende ben ventidue manifestazioni per un denso calendario di eventi. La memoria, come viene definita dalla stessa Associazione, diventa in tal modo un “veicolo di promozione”, dove protagonista è il “forte spirito di aggregazione nella comunità”. Merita un distinguo, tuttavia, la differenza che esiste tra “rievocazione storica” e “manifestazione storica”, con la prima intenta alla riscoperta e alla ricerca attraverso le fonti storiche (gli Statuti delle città, ad esempio), mentre la seconda si caratterizza in momenti di puro spettacolo ludico.

I figuranti di Cingoli alla scorsa edizione della "Notte romantica" di Visso
I figuranti di Cingoli alla scorsa edizione della “Notte romantica” di Visso

Tra gli Enti aderenti all’Amrs, il Comune di Cingoli ha promosso, negli anni, la crescita dell’evento legato a un’epoca culla dello sviluppo economico e industriale, l’Ottocento. Il terzo fine settimana di luglio, infatti, l’Associazione Cingoli 1848 (www.cingoli1848.it) organizza giochi popolari e danze in costume nell’affascinante scenario di quello che viene considerato, data l’altitudine (631 metri sul livello del mare) e la possibilità di affacciarsi con il suo Centro storico sull’Adriatico e sull’Appennino, il Balcone delle Marche. Il 16 e 17 luglio scorsi, la città si è vestita di antico, indossando i colori dei Terzieri: San Giovanni Battista (con i colori giallo/nero), Santa Maria (giallo/azzurro) e San Nicolò (giallo/rosso). Questi, secondo il motto dell’Associazione «rievocare per non dimenticare» si sono contesi il Palio Castrvm Cingvli (progettato da un artista locale) sfidandosi in diverse specialità sportive: la Disfida della Palla al Bracciale, la corsa con la botte, la corsa con i sacchi, il tiro alla fune, il taglio del tronco e il lancio della ruzzola.

La "cartolina" di Cingoli per il 16 e 17 luglio
La “cartolina” di Cingoli per il 16 e 17 luglio

Iniziato il 14 luglio, si potrarrà invece fino al giorno 24 di questo mese un altro importante appuntamento nel territorio diocesano: il Palio dei Terzieri di Montecassiano (www.paliodeiterzieri.com). La rievocazione assume la denominazione dagli antichi borghi che componevano il nucleo storico del paese alla fine del Medioevo (qui il programma completo). Il Palio è infatti ambientato nella prima metà del 1400, più precisamente il 18 ottobre del 1418, quando Montecassiano, dopo alterne vicende politiche, elesse dodici uomini appartenenti ai Terzieri (San Salvatore, con i colori bianco/rosso; San Nicolò, giallo/azzurro; e San Michele, verde/nero) per riformare gli antichi Statuti del Comune, con facoltà di correggerli e modificarli sotto il controllo dell’autorità ecclesiastica. L’evento vuole coniugare, anche in questo caso, gli aspetti ludici a una rigorosa ricostruzione storica, coinvolgendo oltre quattrocento figuranti impegnati nella “tenzone” degli arcieri, nella “giostra dei cavalieri” e in alcune riproposizioni di scene di vita
medievale.

I tamburrini di Montecassiano all'apertura della manifestazione
I tamburrini di Montecassiano all’apertura della manifestazione

Pochi giorni dopo la conclusione del Palio dei Terzieri, il 29 luglio il Maceratese tornerà di nuovo all’Ottocento e renderà merito, come fatto in precedenza da Cingoli, al Gioco della Palla al Bracciale. Tutto ciò si svolgerà nel suo bacino naturale, ovvero la città di Treia, quella che viene considerata la “capitale” simbolica di questo antico sport nobiliare. Una manifestazione che avrà il suo culmine domenica 7 agosto con la Disfida: il corteo storico dei quartieri Borgo (i contadini, con gli atleti bardati di blù), Cassero (i nobili, con i colori del verde), Onglavina (gli zingari, rappresentati dal giallo) e Vallesacco (gli artigiani, in tinte viola) farà da preludio alle gare conclusive che decreteranno l’assegnazione del Palio 2016 (il programma completo sarà presentato domani, mercoledì 20 luglio, qui trovate un’anteprima). La Disfida del Bracciale si svolge ininterrottamente dal 1979 e rappresenta il miglior palcoscenico (all’interno dell’Arena Carlo Didimi, luogo dedicato al campione omaggiato anche dal poeta Giacomo Leopardi) per conoscere uno sport che appassiona ancora oggi i giovani della città treiese. “Battitore”, “spalla” e “terzino”, uniti al “mandarino” (colui che “manda” la palla al battitore), ciascuno per il proprio quartiere, si contenderanno la vittoria numero 38, muniti di uno strumento, il “bracciale”, lontano dai tecnicismi delle attrezzature moderne eppure capace di attrarre turisti da tutta Europa.

Un'immagine storica dell'Antica Arena Carlo Didimi a Treia
Un’immagine storica dell’Antica Arena Carlo Didimi a Treia

 

Tre eventi per “leggere” da vicino una narrativa popolare, dunque, che è parte integrante di una storia della regione Marche da vivere e non dimenticare.

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