In tempi come questi, mentre i tragici fatti legati al terrorismo attanagliano il mondo in una morsa di paura, con il sospetto – ormai tristemente fondato – che il male possa arrivare vicino a noi, seminando sangue nelle città ferite a morte in quei luoghi che rappresentano il cuore del divertimento e dell’aggregazione, non c’è da star tranquilli. Perchè ogni spazio sociale e culturale può diventare, potenzialmente, un bersaglio “sensibile”.

L’Europa cade e si rialza, l’Italia non abbassa il livello di guardia e lo stesso fa Macerata, che, senza timori, si prepara in queste giornate a diventare, più che mai, territorio attuale, ospitale e accogliente in virtù dell’evento che, da sempre, rappresenta il suo fiore all’occhiello. Sta per iniziare la 52esima stagione del Macerata Opera Festival, presentata ieri alla stampa in versione “live”, ossia all’interno dello Sferisterio, mentre i solerti operai proseguivano il lavoro di allestimento delle scene.

sferisterio

Inizia, l’edizione 2016, e lo fa con un «padrino» d’eccezione. Sarà infatti Massimo Bray, ex Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e direttore dell’Istituto Traccani (nonchè, notizia recentissima, papabile nuovo direttore del Salone del Libro di Torino) a tagliare oggi, 21 luglio, alle ore 18 il nastro della manifestazione con una Lectio Magistralis sul tema «Mediterraneo», nel calore barocco delle sale del Museo di Palazzo Buonaccorsi.

 

imagesUn’edizione “giovane” per raccontare il «Mediterraneo»
L’intervento di Massimo Bray guarderà ai temi della migrazione e dell’accoglienza, ai quali il Festival dedica le sue tre produzioni: «Otello», «Norma» e «Il trovatore». A Bray, inoltre, sarà consegnato il primo dei 2899 volumi di sala stampati per questa edizione. Un numero significativo e non di certo scelto a caso, perché rappresenta le vittime perite nel Mediterraneo dall’inizio del 2016 a causa di naufragi di barconi carichi di migranti: uno per ogni uomo, donna e bambino in fuga che hanno perso la vita nel tentativo disperato di fuggire dalla guerra. «Questa illustre presenza rappresenta un volano per Macerata – ha affermato il direttore artistico Francesco Micheli – e il testimonial ideale per dare risposte alle tragedie del Mediterraneo e ai nostri tempi, oggi che, più che d’armi e trincee, c’è bisogno di cultura. Dopo Massimiliano Fuksas, Dante Ferretti e Lucia Annibali, arriva dunque Massimo Bray che, grazie al suo impegno costante e profondo per la cultura, è il giusto catalizzatore per questa città, città da valorizzare e da vivere con le sue eccellenze. L’opera, in fondo, si incarna nelle persone che se ne fanno portavoce».

Grande, e comprensibile, la soddisfazione esternata dai vertici dell’Associazione Arena Sferisterio, che, tra cifre, prospettive ed emozioni, coordinati da Marco Ferullo, responsabile dell’ufficio stampa assieme a Carlo Scheggia e Andrea De Mauro, hanno raccontato il percorso di squadra costruito in questi anni, fino ad arrivare agli ottimi risultati riscontrati proprio in questi giorni, con l’anteprima delle tre opere scelte per il cartellone di quest’anno dedicata agli under 30. Sono stati infatti oltre 1900 i ragazzi delle scuole Superiori maceratesi che, «da privati cittadini, prima che da studenti», hanno scelto di riempire lo Sferisterio, dando un segnale più che positivo e non scontato.

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Foto di rito tra i palchi dello Sferisterio per (da sinistra): Francesco Micheli, Romano Carancini, Antonio Pettinari e Luciano Messi

«Ecco l’idea di una fabbrica che lavora», ha aggiunto Micheli, senza nascondere la cautela legata anche al fattore maltempo che ha penalizzato le anteprime dello scorso week end. Senza dubbio, l’arena maceratese per i melomani e non solo – sono oltre 18 i giornalisti stranieri accreditati come stampa internazionale interessata a seguire il festival operistico – continua a costituire «un autentico luogo di lavoro e di formazione, teso ad attrarre un pubblico sempre maggiore». E a chi chiede perchè la scelta di questa tematica tanto affascinante quanto complessa, il direttore artistico sottolinea la profonda valenza che, fin dall’antichità, il Mare Nostrum custodisce (leggi Qui il servizio di anticipazione sul Mof), indoviduando in «Otello» un vero e proprio «inno del mare, in omaggio all’anno shakespeariano».

 

Cento mecenati a testimoniare lo spirito culturale di Macerata
A sottolineare poi l’importanza di questo prestigioso appuntamento storicamente radicato nel tessuto maceratese è stato Romano Carancini che, in qualità di presidente dell’Associazione Arena Sferisterio, ha rivolto prima di tutto un pensiero di «straordinaria gratitudine verso tutti coloro che hanno preso parte a questo progetto»: ora, ha proseguito il sindaco di Macerata, «si vuole alzare l’asticella e riuscire a confermarlo anche per il prossimo anno». C’è «trepidazione, dato che le opere prescelte sono tutt’altro che facili, e soddisfazione, ma c’è anche la consapevolezza che la “direzione” di marcia intrapresa è quella giusta. Il ritorno allo Sferisterio di persone “normale” e l’affluenza dei giovani infondono entusiasmo, e desiderio di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi. Sapevamo – ha concluso Carancini – che non era una sfida facile, ma dal 2012 abbiamo capovolto quel palcoscenico, provando a ripensare lo Sferisterio in maniera diversa. Ora il sogno sarebbe arrivare ad annoverare altri cento mecenati….».

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Il maceratese Valfrido Cicconi

Fa riferimento, Romano Carancini, al successo ottenuto tramite l’iniziativa di Membership lanciata dall’Associazione stessa che in pochi mesi, attraverso le decontribuzioni finanziate dall’Art Bonus, con il proficuo impegno della responsabile Angela Tassi è riuscita a coinvolgere cento mecenati riuscendo così a colmare l’impietoso taglio di 100mila euro di fondi del Fus avvenuto nel 2015. E mentre nell’incontro riservato ai giornalisti non è passata inosservata la presenza di Valfrido Cicconi, storico membro del Cda maceratese, è stato spiegato il senso di questo progetto totalmente innovativo per lo scenario italiano – in cui finora, va specificato, le uniche leve di finanziamento delle realtà culturali sono state il sostegno pubblico e la sponsorizzazione -, che trae spunto dalla tradizione, dal modello con il quale sono state gettate le fondamenta dello Sferisterio: quello dei Consorti, lo stesso modello dei palchettisti che ha permesso all’Italia di diventare, nel corso dei secoli, il Paese dei tanti teatri, della musica, dell’opera.

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I vertici dell’Associazione Arena Sferisterio con, primo da sinistra, il responsabile dell’ufficio stampa Marco Ferullo

«Alle difficoltà – ha chiosato poi Luciano Messi, sovrintendente dell’Associazione Arena Sferisterio – si è cercato di reagire a 360°, recuperando nel modo più intelligente le risorse perdute a causa delle drastiche scelte relative al Fondo unico per lo spettacolo e messe a dura prova dalla crisi attuale: alle problematiche oggettive abbiamo cercato di trovare soluzioni alternative».

«L’aver in qualche modo anticipato i tempi e l’averli messi a tema anche con la realtà scolastica – ha affermato inoltre Carancini – ci fa essere sinceramente orgogliosi: per realizzare cose importanti occorre fatica, è così è stato. Il vero progetto culturale, attraverso la lirica, è quello di stare vicino alla città. Lo Sferisterio si accende non solo per le serate dedicate all’opera, ma diviene fulcro di riflessione e coinvolgimento per tutta la comunità».

Un plauso, tutto fuorchè ipocrita, al lavoro compiuto sino ad oggi, in particolare con l’arrivo di Micheli come nuovo direttore artistico del Mof, «con cui ci si è più volte confrontati» è arrivato anche da parte del presidente della Provincia di Macerata nonchè vice presidente dell’Associazione Arena Sferisterio Antonio Pettinari, che si è soffermato altresì sull’importanza dell’accoglienza, poichè «nell’accoglienza si rispecchia il nostro modo di essere, il modo d’essere del nostro prezioso territorio. Passo dopo passo, in sintonia, abbiamo creato una sorta di “orchestra” ben coordinata: insieme si possono ottenere grandi risultati da tramandare nel tempo e lo Sferisterio ne è un esempio perfetto. Non è assolutamente vero che i maceratesi non provino emozioni e lo si è dimostrato con spirito di coesione e generosità».

Il sovrintendente Luciano Messi si intrattiene con i cronisti al termine della Conferenza stampa
Il sovrintendente Luciano Messi si intrattiene con i cronisti al termine della Conferenza stampa

 

imagesTra tradizione e innovazione lo Sferisterio guarda al futuro
Confrontandolo con i dati del 2015, anche stavolta il responso del botteghino appare rincuorante e in linea con le vendite dello scorso anno (oltre 2mila i biglietti staccati per «Otello», oltre 1800 quelli per «Norma»). «Nell’ultima edizione – ha chiarito Messi – sono state le ultime recite a confermare il sold out: quest’anno speriamo di aprirci con le prime, sarebbe un confortante viatico per questa manifestazione, che ripaga di quella bella e gioiosa che si condivide qui negli ambienti dell’arena, dove si lavora incessantemente per allestire al meglio gli spettacoli».

images-1Spettacoli che offrono una novità, dato che è previsto a partire da questa edizione, difatti, il nuovo sistema di biglietteria Ticketless. Gli spettatori possono comprare i propri biglietti online e stamparli a casa, senza passare dalla biglietteria dello Sferisterio: un servizio – testato con successo alle anteprime giovani entra a pieno regime con la prima del 22 luglio – ancora più pratico, che agevola anche l’ingresso all’Arena dove i biglietti saranno vidimati attraverso dispositivi elettronici. Il progetto, come illustrato dal sovrintendente stesso, è realizzato in collaborazione con Fìdoka srl, azienda che copre il territorio della regione Marche con oltre 300 stazioni wifi base, concentrandosi nelle zone più remote e meno servite dalla banda larga, che ha cablato anche lo Sferisterio.

«Anche attraverso queste novità quindi – ha concluso Messi -, la speranza non è solo quella di poter continuare a sopravvivere: piuttosto, guardiamo al domani con l’intento di sviluppare il Festival, affinandolo e modificandolo, con l’augurio di incontrare il gradimento di quanta più gente possibile».

«Possiamo davvero dire che il pubblico si fa “portatore” sano del biglietto – ha poi aggiunto Francesco Micheli – in questo originale connubio tra tradizione operistica e innovazione tecnologica di cui ci facciamo belli, tramite il lavoro instancabile del personale impegnato e l’interpretazione di grandi artisti che, attraverso il sentire di oggi, si fanno attenti interpreti delle gesta passate».

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Il nuovo sistema, fornito di scanner, per monitare i biglietti di accesso all’arena

 

Il Festival OFF e il concerto di Bregovic per arricchire la misura del successo
Da non dimenticare, infine, il vasto programma proposto dal Festival OFF (leggi Qui) assieme agli appuntamenti promossi con gli Aperitivi culturali (Qui il servizio) ad arricchire il già nutrito panorama in cui si staglia l’imminente stagione lirica. «Con il Festival OFF si mette in mostra il bel territorio che viviamo – ha ribadito Francesco Micheli – e la kermesse esce dallo Sferisterio per “abbracciare” la città e tutti i maceratesi». Pertanto, via al countdown con l’inimitabile talento di Goran Bregovic che, domenica 24 luglio, con un concerto speciale – unica data del tour in cui si esibisce con la Big Band, l’Orchestra completa composta da una banda di ottoni, due voci bulgare, un sestetto di voci maschili e un quartetto d’archi – inaugurerà il Festival OFF, strepitoso contenitore di note, suggestioni e racconti capaci di incantare gli animi oltre ogni pregiudizio.

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