C’è il tempo dell’orologio ed il tempo del Signore.
Nel tempo dell’orologio tutti i minuti sono uguali, ma nella vita non è sempre così. Il primo incontro con la persona che ami è un tempo infinito, che ritorna presente ogni volta che la rivedi. Il giorno in cui una persona cara ci ha lasciato è come uno strappo nell’abito della nostra vita: anche se ci metti una toppa, quello strappo lo vedi sempre.

Il tempo di Dio è fatto dagli istanti in cui Dio è entrato in contatto con la tua vita. Quegli istanti che toccano l’eternità di Dio, non passano mai e segnano tutta la nostra vita. Per questo S. Agostino che non aveva paura dei barbari, né delle difficoltà della sua vita avventurosa, dice: “Ho timore di una sola cosa, che il Signore passi nella mia vita ed io non me ne renda conto”. Quando viviamo un tempo del Signore, è fondamentale accorgersi e vivere in pienezza la grazia di quel momento. Tutta la nostra vita ne resterà segnata nel bene. Gesù ci dice che in questi momenti Lui ci dona una Parola e se l’accogliamo questa parola “si compie” nella nostra vita. Dice il vangelo: “Oggi questa parola a cui avete dato ascolto si è compiuta!”.

Questo è l’amore misericordioso con cui il Signore ci ama: un amore che dona senza imporre, che offre un’occasione di bene e di vita nuova. Perché la Parola è potente, è come un seme che germoglia e cresce e produce molto frutto.

Oggi, adesso, e lo dico con certezza perché per questo il Papa ci ha convocati, è un tempo del Signore nella vita di tutti noi. Oggi passeremo per una porta, la “Porta santa”, come segno di ingresso in una esistenza nuova. Ma in quel momento pensate che quella è la parta del vostro cuore, se la lasciate aperta, o almeno un po’ socchiusa, Gesù entrerà. Quando Gesù risorto entrava in un luogo, ci racconta il Vangelo, portava tutta la forza della resurrezione e cambiava il mondo e i cuori.

Cosa succederà se lascio che la Parola si compia e Gesù risorto entri nel mio cuore?
L’esempio ce lo danno i santi, pensate a Francesco: “Va vendi quello che hai e dallo ai poveri ed avrai un tesoro in cielo”. Lui ha lasciato che quella parola di compisse, che il Signore entrasse nel suo cuore, e Dio lo ha sorpreso, come fa sempre, perché Francesco il tesoro non l’ha ricevuto in cielo, ma la perfetta letizia ha cominciato subito a riempire il suo cuore e non lo ha più abbandonato.

Non sono un santo, ma anch’io ho fatto esperienza di una Parola che entra nel cuore, illumina e porta frutto.
Il 3 gennaio 1977 alle ore 11 stavo parlando con il mio Vescovo a cui avevo chiesto un incontro. Ero un giovane alla fine delle superiori, molto impegnato in parrocchia e in diocesi e stavo spiegando al mio vescovo che ci servivano dei preti giovani, dei preti appassionati per i giovani, dei preti veramente spirituali, e il mio discorso andava avanti convinto. Non so come accoglierei oggi un giovane che venisse con tanta sfrontatezza ad “insegnarmi a fare il vescovo”. Fortunatamente mons. Cesare Pagani era tanto umile da non offendersi e da ascoltare con pazienza. Poi mi fissò serio e sereno e mi disse: “Perché non provi a diventarci tu un prete così? Lo hai pensato ed anche detto tante volte, ma non hai il coraggio di provare. Tu fidati, anche se non sei perfetto, il Signore ti ama come sei e saprà aiutarti”.

Questa è stata la mia Parola, in quel momento il Signore è passato, io gli ho aperto un piccolo spiraglio nella porta del mio cuore e Lui è entrato. Vi assicuro che da allora la luce della Sua presenza, una luce che è piccola e a volte tremolante, non si è spenta mai ed è il segreto per cui io sono felice di vivere.

La Parola, per qualche amico o qualche amica che cominciano ormai ad essere dei giovani nonni, è stato il nome di colei che amano. Un nome che Gesù ha sussurrato loro dicendo “stai sicuro, fidati, è lei, è lui” e accendendo la luce nel loro cuore.

Ho visto tanti frutti della Parola di Dio accolta nei cuori: missionari e missionarie, monaci e monache, suore, frati e tante vite donate e gioiose quante solo la fantasia dello Spirito santo sa immaginare.

Oggi ci mettiamo in cammino. Aprite almeno un pò la porta del cuore e ponetevi in ascolto. Non so se il Signore vi donerà una Parola oggi o domani o fra qualche tempo, ma non dubitate, non vi deluderà.

Voi camminate, pregate ed aprite il cuore alla Parola.

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