Giovedì 28 luglio: nella misericordia la vera misura del vivere

Perchè la festa sia autentica occorre riscoprire il senso della «sequela»

Eh, già. Era scontato, ma è comunque piacevole rendersi conto come, attorno ad un’unica parola, inflazionatissima in questo Anno Santo, convergano, nello stesso giorno, pensieri e indicazioni che guardano verso la stessa direzione. Misericordia è lo smisurato contenitore valoriale in cui siamo stati catapultati da un papa lungimirante, che ha intuito che, solo in questo vocabolo, può realmente misurarsi il senso dell’esistenza umana. E misericordia è il tema che racchiude due tappe da incorniciare di questa giovedì 28 luglio, secondo giorno di permanenza di Francesco alla Gmg di Cracovia 2016.

La prima, tutta dal sapore marchigiano, l’ha scandita il cardinale Edoardo Menichelli, che, come sempre, ha saputo conquistare l’attenzione del gruppo ospitato nella parrocchia di Sulkowice in un confronto ad alto tasso di… emozioni (leggi Qui). La misericordia – ha spiegato – la si può comprendere pienamente solo se vissuta per esperienza.

Misericordia_«Vorrei che portaste via da questa Giornata mondiale della gioventù la consapevolezza che il costo della misericordia è la croce e il frutto della croce l’amore. Solo se ricevo la misericordia costruisco la comunità e divento, anche io, operatore di comunità». Mattone dopo mattone, solo così si possono porre le basi per un domani migliore. In fondo, lo diceva anche Karol Wojtyla, che «al di fuori della misericordia di Dio non c’è nessun’altra fonte di speranza».

Cracovia e i suoi paesini che, nelle strade congestionate dal cammino e controllate assiduamente dalla polizia, hanno accolto migliaia di pellegrini da ogni parte del mondo possono davvero dirsi testimoni di questo. C’è un fermento nell’aria, un desiderio colorato nei volti stanchi ma eccitati, intimoriti ed entusiasti, forse non ancora adulti eppure maturi, di scoprire e abbracciare una verità tanto essenziale quanto impegnativa. La sequela di Cristo non delude, basta sceglierla. E i ragazzi, pur parlando lingue diverse, lo stanno dimostrando, nella preghiera, nello svago, nei piccoli, grandi gesti di attenzione che possono rendere una Gmg indimenticabile.

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La pioggia infastidisce il cammino, ma non è stata in grado di smorzare passi ed entusiasmi, nè ha sminuito il secondo momento topico della giornata, quando il Papa nel parco Blonia, affollato all’inverosimile (si stima un milione di persone, e la mente già corre alla Messa di domenica nel Campus Misericordiae…) ha pronunciato il suo discorso rivolgendo il primo pensiero al figlio illustre di questa terra. «Vorrei ringraziare san Giovanni Paolo II – ha detto il Pontefice, dopo i balli tradizionali che ogni Paese ha esibito e la carrellata degli esempi di santità giovane venerati in ogni continente – che ha sognato e ha dato impulso a questi incontri. Dal cielo egli ci accompagna nel vedere tanti giovani appartenenti a popoli e culture così diverse con un solo motivo: celebrare che Gesù è vivo in mezzo a noi».

Ed ecco che misericordia fa rima con festa, in un fil rouge che provvidenzialmente lega gli eventi di queste giornate infinite. «Quale occasione migliore – ha ribadito il Pontefice inaugurando la “sua” prima Gmg europea – per rinnovare l’amicizia con Gesù e rafforzare l’amicizia tra di voi. Quale modo migliore per sperimentare la gioia del Vangelo che voler “contagiare” la sua Buona Notizia in tante situazioni dolorose e difficili. Gesù è Colui che  ci dice: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7). Cari giovani, in questi giorni la Polonia si veste a festa; in questi giorni la Polonia vuole essere il volto sempre giovane della Misericordia». Come quello di Maria di Betania, dice il Pontefice, «che ama ascoltare Gesù perchè sa che lì c’è pace». O come quello di Maria di Nazareth, «lanciata con il suo “sì” nell’avventura della misericordia, e che sarà chiamata beata per tutte le generazioni, chiamata da tutti noi “la Madre della Misericordia”».

Anche il cardinal Menichelli stamane ha rivolto diverse domande ai pellegrini delle diocesi della nostra regione. Lo stesso ha fatto Bergoglio, colpendo, ancora una volta, nel segno e nell’animo di chi ascolta. «Vuoi una vita piena? Comincia a lasciarti commuovere, perché la felicità germoglia e sboccia nella misericordia». «Misericordia equivale a sogno: ma voi siete capaci di sognare?».

La risposta è aperta, ma l’augurio, quello sì, è sicuro: che questa Gmg della misericordia diventi per tutti «vera festa giubilare».

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