Cosa ne abbiamo fatto della nostra casa comune?

Occasione di vita comunitaria per gli adulti dell'Azione Cattolica diocesana: il camposcuola nella casa San Girolamo a Spello

Dopo l’approfondimento offerto dall’Azione Cattolica diocesana grazie al contributo del prof. Luigi Alici e del vescovo Nazzareno Marconi lo scorso febbraio, era questa la domanda con cui, dalla Laudato Si’ di papa Francesco, ci siamo lasciati ispirare pensando ad un’occasione di vita comunitaria per adulti di Azione Cattolica, un camposcuola – il primo dopo tanti anni di assenza per la diocesi! – nella casa San Girolamo a Spello.

Anche il luogo ci è sembrato da subito quasi “inevitabile”: il convento semiabbandonato che la tenacia di Carlo Carretto e pochi altri piccoli fratelli di Charles de Foucauld, negli anni ’60 ha fatto nascere e svilupparsi un’esperienza indimenticabile per tanti giovani ed adulti, credenti inquieti o smarriti affascinati dal vento nuovo del Concilio, e che oggi lo stesso insopprimibile bisogno di infinito ha spinto la Presidenza Nazionale di A.C. a trasformare, con la disponibilità del comune, in autentico polmone spirituale per l’associazione e non solo.

E, come spesso accade, una combinazione, solo apparentemente casuale, di sinergie sorprendenti ha contribuito a costruire quella che, a detta di tutti i partecipanti, è stata un’esperienza assolutamente coinvolgente e rigenerante: la casa San Girolamo già offre a chiunque voglia ritagliarsi, in tutta libertà, un tempo lento di ritorno dentro se stesso, l’accoglienza semplice e premurosa di una famiglia, con i volontari che l’associazione sempre esprime in queste occasioni (un grazie tutto speciale questa volta a Monica e Pinuccia) e con un sacerdote a disposizione per il confronto personale (in questi giorni mons. Ugo Ughi, già viceassistente nazionale ed ora, soprattutto, amico della nostra associazione diocesana).

Il percorso di riflessione si è snodato attraverso i punti principali dell’enciclica, dalla meraviglia per la complessità e la bellezza del creato, attraverso la comprensione della drammaticità della situazione attuale e delle responsabilità dell’uomo, trasformatosi da custode a padrone ed infine a folle tiranno (sconvolgente il film Il sale della terra sulla vita e l’opera del fotografo Salgado), fino alla consapevolezza dell’urgente bisogno di tornare a prendersi cura della casa comune ricevuta in prestito dai nostri figli.

Il ritmo delle tre giornate, scandito dalla preghiera delle Lodi e dei Vespri oltre che della celebrazione eucaristica alle 12, come previsto dall’orario consueto della casa, ha alternato mattine riservate alla meditazione sulla Parola di Dio a partire dall’enciclica di papa Francesco e alla riflessione personale secondo le indicazioni fornite puntualmente da don Ugo e, dopo una pausa caffé dedicata al confronto comune, pomeriggi in uscita per contemplare la bellezza del creato, quando in armonia col lavoro dell’uomo (gli affreschi della cappella Bagliani in Santa Maria Maggiore e la pala di Sant’Andrea del Pinturicchio), o confrontarsi con la spiritualità di San Francesco che permea un po’ tutta la terra umbra, in particolare con la salita all’eremo delle carceri di Assisi.

Un momento particolarmente significativo è stato poi la celebrazione della Parola di sabato sera, in contemporanea con la veglia alla Gmgdi Cracovia (leggi qui l’articolo), nella suggestiva cornice del chiostro di San Girolamo e sotto lo sguardo della statua della vergine lauretana sul ciglio del pozzo. Ma ciò che rimane nel cuore, come sempre in questi casi, sono soprattutto gli sguardi e i volti di chi ha condiviso con noi una parte della propria vita, il dono più prezioso che ci si possa fare e ciò che spinge quasi sempre a tornare.

Camposcuola Dell’Azione Cattolica A Spello

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