Cresce in Italia il mercato del bio: secondo i dati comunicati da Cia – Agricoltori italiani e Anabio (Associazione nazionale agricoltura biologica) –, solo nei primi sei mesi del 2016 la spesa biologica è aumentata del 19%. Le aziende agricole biologiche sono salite a quasi 50 mila, per un fatturato totale di oltre 2 miliardi di euro l’anno. Ma in un mercato in crescita, non possono mancare le truffe alimentari di chi cerca di arricchirsi a discapito della salute degli altri. Le etichette vengono falsificate, nel cibo si trovano agenti chimici e prodotti tossici, l’e-commerce permette molto spesso di evadere i controlli e di esportare prodotti su larga scala. Inoltre i falsi-produttori bio sperano di ricevere in questo modo i finanziamenti europei a favore dell’agricoltura biologica con frodi ai danni dell’Ue per milioni di euro.

Per questo, Icea – Istituto Certificazione Etica e Ambientale, ha lanciato l’App “Icea Check” http://www.icea.info/it  scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone, che permette di verificare in maniera immediata il grado di naturalità di un prodotto alimentare o di un cosmetico. In che modo? Per ottenere la certificazione bio, un prodotto deve avere solo poche decine di additivi (conservanti, coloranti, aromi). Nella produzione dei normali alimenti, la legge autorizza centinaia di additivi, che devono essere obbligatoriamente riportati sulle etichette, in modo tale che sia specificata la loro funzione (cioè se si tratta di colorante, conservante o aroma e la sostanza specifica utilizzata). Si può trovare la denominazione dell’additivo o il relativo numero preceduto dalla lettera E (L’UE identifica tutti gli additivi alimentari con un numero preceduto dalla lettera E). Per i prodotti bio invece l’UE ne riconosce solo lo stretto indispensabile.

Attraverso l’App, inserendo il nome degli additivi alimentari che troviamo sull’etichetta nell’apposito spazio, possiamo scoprire che tipo di prodotto stiamo acquistando. Se il nome dell’additivo inserito si colora di verde, vuol dire che si tratta di additivi ammessi dal Regolamento Comunitario 830/2007 per la produzione biologica, se invece si colora di rosso, ci troviamo davanti ad additivi che, pur essendo a norma di legge, non vengono utilizzati dalle aziende più sensibili alle esigenze dei consumatori.

Possiamo così tracciare il percorso del cibo che compriamo e direttamente al momento dell’acquisto scoprire se stiamo acquistando un prodotto biologico o stiamo cadendo anche noi nella truffa del falso bio.

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