Riceviamo e pubblichiamo da Franco Micucci, responsabile di Reteviva Santa Croce a Macerata.

Desidero ringraziare di cuore tutta la redazione di Emmaus, e particolarmente mons. Nazzareno Marconi per l’articolo sull’Avvenire di martedì scorso (leggi qui l’articolo). Ci ha toccato molto il suo “coraggio” nel consigliare in estate la lettura di libri cartacei, nella nostra società sempre più vorticosa e virtuale. L’articolo ha sottolineato un discorso molto importante, ha toccato “corde” per noi, volontari di Reteviva Santa Croce, molto sensibili. Crediamo che il libro, oltre ad accrescere la conoscenza a tutto tondo, ha altre funzioni importanti per l’uomo: tiene attivi un po’ tutti i sensi corporei (tatto, odorato, vista, udito), stimola la relazione umana (anche solo nell’andarlo a comprare!), non consuma energia elettrica (aiutandoci in uno stile di vita più sobrio). Insomma, fa bene al nostro fisico e alla società che ci circonda.

A Reteviva, in due anni, abbiamo raccolto più di 2500 testi tra quelli che la gente butta perché non ha più posto in casa: li abbiamo selezionati, catalogati, archiviati e sono disponibili in una “biblioteca di quartiere” per chiunque abbia la passione della lettura e della condivisione dei testi. C’è da ringraziare soprattutto quel desiderio di alcuni volontari di allestire e gestire una biblioteca. Inoltre, il martedì pomeriggio abbiamo allestito uno spazio apposito per la condivisione di questa passione, aperto a chiunque voglia dar vita a un “Dialogo in biblioteca”: appassionati di lettura si raccontano i libri letti, le riflessioni fatte, le sensazioni avute nel seguire il romanzo, il giallo o il saggio che sia.

Infine, abbiamo realizzato già alcune presentazioni pubbliche di testi significativi per una dimensione sociale comunitaria e relazionale, all’interno del tempo-spazio chiamato “l’altRoparlante”. Andiamo insieme “controcorrente” per una società civile sempre più attenta alla crescita culturale e spirituale delle nostre famiglie e comunità.

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