«No» della Figc alla Maceratese in Serie D

Questo pomeriggio è arrivata la risposta ufficiale delle Federazione che ha ribadito la non ammissibilità della società essendo il termine scaduto il 3 agosto scorso

No della Figc all’iscrizione della Maceratese in Serie D. Lo ha annunciato questa sera il sindaco Romano Carancini che, dopo l’incontro avvenuto ieri in Comune tra l’imprenditore bresciano Alberto Ruggeri e la cordata di investitori locali guidata da Mosca aveva scritto alla Federazione calcio proponendo l’iscrizione di una nuova società che succedesse alla SS Maceratese ed alla sua storia nel campionato di serie D. Questo pomeriggio è arrivata la risposta ufficiale delle Federazione che ha ribadito la non ammissibilità della società essendo il termine scaduto il 3 agosto scorso.

Grande rammarico del sindaco che ha annunciato altre iniziative – sia pure difficili – per vedere la squadra maceratese nel campionato di serie D. «Credo che Macerata avesse diritto ad avere una deroga – ha detto Carancini incontrando oggi pomeriggio i giornalisti – La situazione della Maceratese e i ritardi dell’iscrizione al campionato di serie D si inquadrano nell’ambito di una situazione territoriale critica che non ha permesso facilmente di giungere ad un progetto nei tempi prescritti».

«Credo che la motivazione addotta dalla Federazione sia parziale – prosegue Carancini -, è un atto di ingiustizia nei contronti del territorio. La città paga la serietà avuta nel voler presentarsi con un progetto concreto e serio. A situazioni particolari, e quella del terremoto lo è, dovrebbero essere applicate normative particolari». Carancini aveva avuto colloqui telefonici prima e un carteggio ufficiale poi con il presidente Figc Carlo Tavecchio e con il segretario Antonio Di Sebastiano nel quale affermava che gli eventi sismici “hanno compromesso il quadro sociale, e dunque anche quello sportivo, dell’intera comunità provinciale che continua a vivere tra la disperazione di ciò che ha perduto e la speranza di ritrovarsi.

In relazione a ciò il calcio e la Maceratese, quale simbolo di una storia e dell’identità locale di un comune inserito nel “cratere”, da sempre fattore di formazione, aggregazione e valore sportivo, può contribuire a far rinascere e rifiorire la passione calcistica di una terra profondamente ferita. In altri termini il Comune di Macerata – prosegue Carancini nella lettera alla Figc – anche alla luce della peculiarità della vicenda che ha riguardato le sorti della società esclusa dal campionato di Lega Pro, ha incontrato la necessità di impiegare maggior tempo (qualche giorno) affinché si costituisse una credibile cordata di imprenditori locali e non, in grado di presentarsi per la riammissione con una forza oggettiva e soprattutto in grado di programmare a lungo raggio».

D’altro canto la Figc a firma del presidente Tavecchio risponde a Carancini che «pur prendendo atto delle motivazioni addotte» gli adempimenti di iscrizione dovevano essere effettuati entro le ore 19 del 3 agosto 2017, concludendo che «allo stato non è possibile l’inserimento di una nuova squadra fuori dai termini negli organici della Serie D, sia per motivazioni oggettive legate all’organizzazione del campionato, sia tra l’altro per evidenti ragioni di opportunità non potendo la Figc non operare nel rispetto delle normative regolanti la materia e dei diritti dei terzi».

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