Niente numeri ma un appello chiaro: «Ascoltateci!» . Architetti, Geometri e Ingegneri della provincia di Macerata, territorio che ha subito il 52% dei danni dell’intero cratere, fanno il punto della situazione ad un anno dal sisma, in una conferenza stampa all’Hotel Claudiani, per rivendicare il proprio ruolo tecnico-professionale nella ricostruzione e lanciare ulteriori input alla politica nazionale e regionale.

«La confusione nasce dalla portata devastante del sisma- spiega l’architetto Vittorio Lanciani– e la normativa impostata sulla prima scossa del 24 agosto evidenzia molte criticità e non permette di ragionare sui singoli territori per dare risposte certe. Noi dobbiamo fare progetti e appalti senza sapere se c’è un contributo e di quale entità. Un professionista serio non rischia una tentata progettazione, su questo l’esperienza del 1997 era più chiara».

«Quello che manca è l’ascolto della Regione Marche – aggiunge la presidente dell’ordine dei geometri Paola Passeri–  ciò emerge anche dal confronto con i colleghi di altre regioni. Le promesse di Errani non sono state mantenute». «Vogliamo discutere anche noi della normativa sui singoli territori», aggiunge il geometra Marcello Seri di Camerino.

«Col documento di rete delle professioni tecniche si sta cercando di calare e inquadrarle le ordinanze sulla realtà del nostro territorio», precisa il presidente ordine ingegner Muarizio Paulini.

«A distanza di un anno avvertiamo più che mai necessaria una ricostruzione sociale, identitaria ed economica del territorio che dia anima agli interventi sui singoli edifici. – scrivono nel comunicato unitario i tre presidenti- Ci attendiamo, pertanto, dal Commissario uscente Errani una modifica delle Ordinanze emesse secondo le indicazioni fornite dalla Rete delle Professioni Tecniche alla quale gli Ordini del cratere hanno collaborato attivamente e che costituiscono, per il momento, un primo passo rivolto esclusivamente all’edilizia privata. Dalla futura Governance, invece, ci aspettiamo l’ascolto sugli altri argomenti che vanno dalla pianificazione in emergenza ai  beni culturali, dagli appalti ai concorsi in emergenza, alle competenze professionali, al ruolo delle Università».

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