Mons. Marconi a Bassetti: «Avrei desiderato accoglierla in una delle nostre bellissime chiese»

Pubblichiamo il saluto di monsignor Nazzareno Marconi in occasione della visita del cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della CEI in visita a Macerata per presiedere la celebrazione eucaristica del patrono San Giuliano.


Eminenza Carissima,

sono davvero felice di accoglierla nella nostra città di Macerata, la Civitas Mariae. Dopo tanti anni di stretta collaborazione con Lei, di cui conservo un ricordo affettuoso ed anche dopo il dono dell’Ordinazione episcopale che ho ricevuto proprio dalle Sue mani ormai tre anni fa, avrei desiderato accoglierla in una delle nostre bellissime chiese. Purtroppo il sisma ha ferito il nostro centro storico e le chiese più belle: la Cattedrale, san Filippo, san Giovanni, il Santuario delle Vergini. Anche altre strutture importanti della città sono state lesionate, così come le abitazioni di tante famiglie. Ma Macerata non vuol smentire la sua fama di città ospitale, posta sotto la protezione di san Giuliano Ospitaliere, per questo ciò che manca alla solennità del tempio di pietre lo sostituisce il calore e l’affetto del nostro popolo.

Il nostro patrimonio culturale era stato già profondamente ferito dal terremoto del ’97 ed i lavori fatti allora, anche se non hanno potuto impedire altri danni, hanno comunque evitato vittime e crolli irrimediabilmente distruttivi. Questo dimostra che il modello allora adottato, che dava ampia fiducia alle competenze locali ed all’operosità dei marchigiani, garantendo anche una ripresa dell’occupazione, potrebbe ispirare positivamente anche la nuova ricostruzione. Altrimenti la vastità e complessità degli interventi, rischia di bloccare una macchina centralistica, che sembra intimorita nel delegare e nel dare fiducia all’onestà e competenza del nostro popolo.

La chiediamo di farsi voce del fatto che gli Italiani sono brava gente davvero e su questa fiducia si deve costruire il vivere civile, non sulla cultura del sospetto e del controllo burocratico asfissiante.

Questa celebrazione è anche seguita in diretta televisiva e streeming in tutte le marche, grazie al progetto di rinnovamento ed integrazione dei nostri media diocesani, che in collaborazione intensa con l’Ufficio Nazionale CEI per le Comunicazioni Sociali, costituisce in prototipo seguito anche da altre diocesi italiane. È una prova di quanto CEI e Diocesi possono fare insieme per dare voce ai territori, valorizzandoli e facendoli apprezzare. Grazie anche alla Sua Presidenza speriamo che questa vicinanza tra la CEI e le Diocesi continui a crescere, nell’amicizia e nel sostegno.

Noi le assicuriamo di cuore il nostro affetto e la costante preghiera alla Madre della Misericordia perché benedica e sostenga il Suo lavoro.

Il saluto di Carancini a Bassetti: «Dopo il sisma, la sua forza al nostro fianco»

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