«Un piatto di polenta significa: amicizia, famiglia, stare insieme» con queste parole il presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari, ha aperto la conferenza di presentazione della 42ª Sagra della Polenta in programma a Santa Maria in Selva in programma per due weekend 16-17 e 23-24 settembre. Si tratta di una delle più longeve e apprezzate sagre marchigiane che permette di riscoprire tradizioni e valori della nostra civiltà contadina.

Nella Sala del Consiglio provinciale erano presenti anche cinque rappresentanti dei “polentari” di Treia e l’anima dell’evento il parroco don “Peppe” Branchesi che ha aggiunto: «Quando penso alla sagra non mi fermo al piatto ma la fantasia corre per l’Italia dove sono presenti tante delegazioni che come la nostra».

Per il comitato di Santa Maria in Selva, polenta fa rima con solidarietà, in particolare per le popolazioni colpite dal sisma. «Un cuore che condivide vale più della polenta ben condita e ben servita», aggiunge don Peppe ricordando l’aiuto nel 1997 alle popolazioni di Cesi,  per L’Aquila nel 2009 ad Onna, ed ora per il Centro Italia con circa 10mila euro raccolti da tutti i Polentari d’Italia.

Anche quest’anno saranno tre i sughi proposti nel menù: rosso a base di papera, bianco con salsiccia e dopo le richieste delle ultime edizioni anche baccalà. Miglia di piatti preparati da circa 70 volontari con prodotti esclusivamente del territorio (sabato solo a cena domenica a pranzo e cena).

La Sagra si arricchisce di momenti di intrattenimento, festa e giochi popolari, tra gli eventi più attesi il raduno delle vespe con oltre cento iscritti. In caso di maltempo ci sarà un bus navetta per raggiungere con facilità gli stand.

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