Trent’anni fa moriva improvvisamente a Roma Giuseppe Giunchi, illustre clinico marchigiano, docente alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università La Sapienza, della quale era stato anche pro-rettore.

Molto conosciuto negli ambienti accademici, il nome del professor Giunchi – era nato a Recanati nel 1915 – balzò alla più vasta notorietà dopo l’attentato subito da Giovanni Paolo II nel 1981, quando divenne consulente medico del pontefice.

Già allora era presidente della consulta medica presso la Congregazione per le cause dei Santi, incarico ricoperto per molti anni. A tre decenni dalla sua scomparsa, nella mattinata di giovedì prossimo (28 settembre) a Roma si svolgerà una cerimonia in ricordo di Giuseppe Giunchi.

A promuoverla sono il Centro Studi Marche (Ce.S.Ma), a lui intitolato, e l’università La Sapienza, che ospita l’evento.

Nell’aula “Giuseppe Giunchi” del dipartimento di Medicina clinica, diversi relatori – tra questi lo stesso rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio – ricorderanno la figura e l’opera dell’illustre cattedratico, profondo studioso di malattie infettive e parassitarie, specialista delle patologie dell’apparato respiratorio. Massimo Ciambotti, presidente del Centro Studi Marche ricorderà, invece, Giunchi per i suoi forti legami con le Marche e per il contributo dato alla nascita e poi ai primi anni di attività del Ce.S.Ma.

Prima del suo lungo periodo di docente alla Sapienza – in quegli anni fu anche medico personale di tre presidenti delle Repubblica – Giuseppe Giunchi aveva insegnato nelle università di Sassari, Siena e Perugia.

Nelle Marche era conosciuto anche negli ambienti politici ed amministrativi quale sindaco di Serravalle di Chienti, paese dove aveva stabilito la residenza a seguito del matrimonio, celebrato nel 1946 a Loreto, con la serravallese Amelia Mastelloni. A Serravalle, Giunchi fu a capo dell’amministrazione comunale ininterrottamente per sedici anni, dal 1964 al 1980.

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments