Dall’Africa nuovi mercati per l’area Maceratese-Fermana

La novità di questa edizione è quella di una buona presenza di addetti provenienti soprattutto da Nigeria e Lagos che non badano a spese e non cercano esclusivamente merce a prezzi bassi

La conclusione del Micam e del Mipel a Milano ha rappresentato un bilancio positivo per calzaturieri e pellettieri maceratesi, segnando una crescita della presenza di buyer italiani ed esteri, con un più 5,6% sul 2016, rappresentati da 27.880 addetti stranieri e 19.307 italiani: oltre ai soliti mercati europei, russo e americani, si affacciano nuovi mercati di interesse per i due comparti, come quello dell’Africa con in prima fila la Nigeria, che cercano soprattutto prodotti di lusso e che non guardano al risparmio sui prezzi. Degli 800 espositori italiani presenti al Micam le Marche con l’area calzaturiera Maceratese-Fermana, si conferma leader con 200 aziende che sono state presenti. Così la realtà calzaturiera marchigiana si conferma di primo piano, con 26.000 addetti (40% del settore nazionale) che lavorano in 1500 aziende, di cui quasi 9.000 sono gli addetti del comparto nel maceratese, col settore calzatura che rappresenta il 30% dell’economia manufatturiera regionale.

Commentando l’edizione appena conclusa, Salina Ferretti, presidente dei calzaturieri di Confindustria Macerata, ha commentato: «È stato un Micam di grande successo che ha visto la presenza di tanti visitatori, vivace, direi molto positivo. Cosa significherà questo in termini di ordinativi e commesse lo potremo però valutare tra qualche mese. Importante anche la presenza del primo ministro Gentiloni alla fiera che significa un’attenzione molto particolare al nostro settore. Direi che anche significativa è la collaborazione instaurata col settore pelletteria e quello della moda. È necessario pensare in grande, creare sempre più un sistema moda per tutte le Marche: un distretto che sia in gradi di pesare sempre di più, nel segno di modernizzazione delle imprese, banda larga e industria 4.0. Noi dobbiamo guardare avanti. Sotto questo aspetto lancio un appello ai giovani: che si dedichino allo sviluppo di start up per internet, in quanto nella nostra regione facciamo fatica a trovare aziende valide in questo settore che possano sviluppare la comunicazione di calzaturieri e pelletterie tramite social network, Facebook e i tanti strumenti multimediali che esistono oggi».

L’Europa resta per i calzaturieri marchigiani il mercato di riferimento, assorbendo circa l’80% delle esportazioni, anche se, come ha detto Valentino Orlandi, presidente dei pellettieri di Confindustria Macerata, si stanno aprendo scenari e mondi nuovi per questo comparto: «Anche al Mipel si è notata una presenza maggiore, sicuramente dovuta alla collaborazione col Micam. La novità di questa edizione è quella di una buona presenza di addetti provenienti dall’Africa, soprattutto da Nigeria e Lagos che non badano a spese e non cercano esclusivamente merce a prezzi bassi. Al contrario degli americani in calo e dei russi che si stanno orientando adesso verso prodotti di un prezzo medio-basso. Letteralmente scomparsi, invece, buyer tedeschi ed austriaci. Finalmente si sono rivisti gli ucraini che mancavano alla fiera da molti anni. Direi che nel complesso un segnale positivo è uscito dal Mipel, ma anche la necessità di trovare nuovi mercati dove esportare. Quello dell’Africa potrebbe essere un interessante sbocco per i nostri prodotti».

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