Venerdì 15 settembre, presso la chiesa di San Filippo a Treia, in un vivace dibattito tra scienza e fede, si è tenuto un interessante convegno sulla Sacra Sindone. Promosso dall’Accademia Georgica – istituzione che sin dalla sua costituzione nell’età della ragione ha sempre sostento l’innovazione tecnologica e sociale promuovendo studi, ricerche, sperimentazioni ed innovazioni – in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale di Treia, la Parrocchia della S.S. Annunziata e il Santuario del SS.Crocifisso di Treia, l’evento ha avuto un deciso riscontro tra il pubblico che ha assistito con curiosità alle trattazioni ponendo interessanti domande al termine.

In particolare, è stato fatto il punto sullo stato dell’arte della ricerca scientifica e presentato lo studio Studio di fattibilità per l’investigazione mediante tecniche neutroniche sulla Sacra Sindone di Torino, realizzato dall’Ing. Massimo Rogante, socio della Georgica e Membro del Comitato Scientifico del Centro Internazionale di Sindonologia. Il Convegno ha avuto l’onore di ospitare il Prof. Gian Maria Zaccone con l’intervento “La Sindone: una storia di pietà e devozione”. Docente del Pontificio Ateneo Regina Apostolorum e direttore del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino, è l’iniziatore di una nuova corrente di studi storici sulla Sindone che si occupa di ricostruire, attraverso le testimonianze documentali, il valore e il significato che la Sindone ha avuto per uomini e comunità nei diversi contesti storici, sociali e culturali attraversati.

Come da tradizione nei convegni organizzati dall’Accademia i lavori, coordinati dal Prof. Carlo Pongetti – Presidente dell’Accademia e direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Macerata – sono stati aperti dai saluti delle autorità che non costituiscono dei semplici saluti formali ma hanno posto questioni importanti sottolineando l’aspetto scientifico e il riferimento alla fede in una dimensione trascendentale tra storia, pietà e devozione.

Il sindaco della Città di Treia, Fanco Capponi, ha definito l’evento di grande valore culturale su un tema particolarmente dibattuto sia nel mondo cattolico che in quello laico, testimonianza del valore storico e scientifico della tradizione cristiana. La riflessione è poi proseguita ricordando il grande stupore e la grande partecipazione della comunità di Treia all’ostensione della Sindone del 2015, un lenzuolo che con la sua semplicità richiama il cuore puro del cristo crocifisso contro ogni sfarzo e ostentazione di ricchezza: un patrimonio dal grande valore di identità.

Padre Ferdinando Campana, Ministro provinciale dei Frati Minori delle Marche, ha tenuto ad evidenziare che il tema della croce e della passione è strettamente legato alla Città di Treia attraverso il SS. Crocifisso, l’icona dell’omonimo Santuario risalente almeno dall’inzio del ‘500. Le ferite del terremoto hanno reso ancora più forte il desiderio di conoscere e approfondire le origini di ques’opera d’arte e di fede, ma anche di tenere viva la memoria della croce e della passione del Signore. Una vicenda che ha attraversato la storia italiana ed europea: la rappresentazione della croce ha avuto una forza ed espressività davvero particolare.

A seguire Don Gabriele Crucianelli, Vicario della Zona Pastorale di Treia e Parroco della Parrocchia della Concattedrale SS. Annunziata, in rappresentanza del Vescovo di Macerata S.E. Mons. Nazzareno Marconi, è intervenuto sul rapporto tra fede, scienza e cultura ponendo l’accento sull’Accademia Georgica che è nata proprio perché la fede entrasse in dialogo con la scienza, la storia e la ragione. Hanno trasmesso inoltre i saluti ai relatori e ai presenti anche Monsignor Fabio Dal Cin, Arcivescovo Prelato di Loreto, e il Card. Angelo Comastri.

Entrando nel vivo dei lavori, il Dr. Ing. Massimo Rogante ha presentato la rassegna delle varie indagini scientifiche che negli anni scorsi hanno caratterizzato l’indagine sulla Sindone traendone svariate considerazioni di diverse tipologie: a partire dal 1978 sono state svolte diverse indagini (chimiche, spettroscopiche e forensi, nonché analisi dettagliate della possibile risoluzione dei vari problemi di conservazione) ed è stato confermato che l’immagine del corpo della Sindone non è un dipinto, come dimostrato da note ricerche chimiche e fisiche. In particolare la datazione radiometrica mediante Carbonio-14 effettuata nel 1988 ha datato il tessuto sindonico tra l’anno 1260 e il 1390 ma lo studio non ha prestato la minima attenzione a diversi fattori (evidenziate da illustri relazione scientifiche) che potrebbero aver influenzato il contenuto delle analisi.

Pertanto la ricerca rimane aperta ed oggi non vi sono elementi scientifici definitivi né per giungere all’epoca di Cristo, né per considerare chiusa la questione con altre datazioni. Il contributo di Rogante è stato quello di preparare uno studio di fattibilità con delle basi importanti, in quanto esso non è rappresentato solo da delle previsioni di fattibilità di analisi sul tessuto sindonico, ma si basa anche su risultati preliminari che sono stati ottenuti investigando tessuti antichi di lino provenienti dal Museo Egizio di Torino e dal Museo Civico Archeologico di Bologna, attraverso tecniche neutroniche. Tali esperimenti sono stati effettuati presso il reattore nucleare di Budapest in collaborazione con il prof. Lazlo Rosta direttore del Centro. Lo studio di fattibilità sul tessuto sindonico ha preso in considerazione principalmente due tecniche neutroniche: la Diffusione neutronica a piccoli angoli (DNPA) – in grado di sondare la struttura atomica delle fibre di lino a livello di nano-scala e l’ordine magnetico (se presente) in condizioni diverse fornendo informazioni sulla morfologia del materiale – e la Diffrazione Neutronica (DN) – in grado di studiare le proprietà strutturali delle fibre di lino, fornendo informazioni sulla struttura cristallina e magnetica e sulla composizione di fase delle micro-tensioni (la microstruttura è normalmente associata alle proprietà del materiale e al processo di fabbricazione).

I risultati preliminari illustrano indicazioni acquisibili nel caso d’impiego di tali tecniche sulla Sindone di Torino. Le investigazioni su altri campioni antichi hanno evidenziano caratteristiche nano-strutturali assai diverse rispetto ai campioni moderni. Il lino antico risulta composto da fibre che ne dimostrano il lento degrado causato dalla formazione di difetti: una nano-struttura più densa ottenuta per degradazione d’invecchiamento dovuta a difetti a livello molecolare con restringimento dei pori. Per i lini moderni si rileva invece una nano-struttura dai filamenti sottili, abbastanza porosa in massa. E’ evidente quindi che la trasformazione da una densità minore tipica del materiale nuovo ad una nano-struttura meno porosa attribuibile ai lini antichi può studiarsi e utilizzarsi come misura del processo d’invecchiamento, fornendo approfondimenti utili anche alle indagini sulla datazione dei materiali oggetto di studio.

Il prof. Gian Maria Zaccone ha invece tenuto a precisare gli aspetti storici ed antropologici che hanno caratterizzato la straordinaria immagine custodita nella Cattedrale di Torino.
Zaccone ha affermato che a partire dall’inizio del ‘900 la questione dell’autenticità è diventata una forma di ossessione rischiando di far perdere il senso reale della Sindone ed uscendo da quel sano rapporto tra scienza e fede a cui hanno richiamato i papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Una pastorale sulla Sacra Sindone che ha insistito sul significato dell’immagine e sull’esperienza di pellegrinaggio, oggetto che ha portato all’allestimento delle varie ostensioni che si sono susseguite a partire negli anni ’90. La strada è stata aperta nel 1973 da Paolo VI con un messaggio dato in occasione della prima ostensione televisiva fissando il discorso sulla Sindone dal punto di visto pastorale, ecclesiale, di nuova evangelizzazione ed ecumenico: qualunque sia il giudizio storico e scientifico che valenti studiosi che si sono occupati della Sindone vorranno esprimere su questa immagine noi possiamo vedere tutta la sofferenza, la passione di Cristo e il mistero del Sabato Santo.

Se l’origine dell’immagine sindonica è destinata a rimanere ancora a lungo un mistero, molte sono invece le testimonianze della devozione che da sempre accompagna il lenzuolo, ha osservato il prof. Zaccone: «Ogni rappresentazione di Gesù è chiaramente ispirata alla sacra Sindone. La Sindone trasmette le stesse emozioni e suscita gli stessi interrogativi da più di duemila anni a tutte le generazioni che l’hanno vista, posseduta, nascosta, trafugata, venduta, donata, custodita». Di qui la forza del suo messaggio.

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments