Il Consiglio comunale ha posto ad un’azione di revisione ben otto partecipazioni societarie detenute dal Comune su un totale di tredici. È stato inoltre stabilito, adottando una specifica delibera, che queste otto partecipazioni saranno sottoposte a contenimento dei costi oppure si valuterà l’opzione di cessione. Altre opzioni che saranno prese in considerazione sono l’aggregazione o la messa in liquidazione perchè non più funzionali all’attività amministrativa. L’atto recepisce le direttive insite nella Legge Madia, la quale fissa i criteri per l’eliminazione dei costi di gestione delle società partecipate dagli Enti pubblici. L’assessore Marco Caldarelli ha spiegato che per il Comune di Macerata non ci sono impedimenti verso alcune compagini societarie per il permanere al loro interno, purchè si rispettino i requisiti previsti dalla normativa. Più difficile la situazione del Centro agroalimentare e del Centro di Ecologia e Ambiente, per il cui mantenimento è stata investita l’Apm al fine di valutare, entro il 31 marzo 2018, una soluzione e la relativa fattibilità economica che possa evitarne la liquidazione. Per altre società come Smea e Cemaco è stata, invece, prevista la liquidazione.

Il gruppo Pd ha poi presentato un emendamento con il quale venivano sostituite una parte delle tavole tecniche contenute nell’atto principale e nel quale si chiedeva di “valorizzare il ruolo assegnato alla società Task nella progettazione dei sistemi concernenti la gestione di pratiche per la ricostruzione post-sismica su incarico della Regione”. In merito all’emendamento, dopo aver votato contrariamente alla richiesta di sospensiva proposta dal consigliere Andrea Marchiori di Forza Italia perché tale modifica «va ad incidere sulla sostanza della delibera e quindi ne modifica profondamente il significato», il Consiglio è passato alla sua approvazione con 10 voti favorevoli espressi della maggioranza, 5 contrari di Fratelli d’Italia, Città viva, Movimento 5 stelle e Enrico Marcolini (La città di tutti). Ben 7, invece, le astensioni da parte sindaco Romano Carancini e dei consiglieri Marco Menchi (La città di tutti), Ivano Tacconi e Marco Foglia (Udc), Paolo Renna (Fratelli d’Italia), Gabriele Mincio (Città viva) e Alessandro Savi (Macerata capoluogo con Mariella).

Dopo il passaggio dell’emendamento, il dibattito si è acceso con la presa di posizione del consigliere Andrea Marchiori (Forza Italia) e della consigliera Anna Menghi (Comitato Anna Menghi) che hanno chiesto il ritiro della delibera. Contrario il parere della maggioranza che, con Enzo Valentini (A sinistra per Macerata bene comune), si è detta favorevole all’impianto generale dell’atto in discussione e al conseguente adeguamento del Dup come suggerito dal parere del segretario. La delibera è stata emendata ed approvata con 15 voti dei gruppi di maggioranza, un voto contrario di Gabriele Mincio (Città viva) e due astensioni di Alessandro Savi (Macerata capoluogo con Mariella) e Enrico Marcolini (La città di tutti). Le opposizioni, al momento del voto, hanno lasciato l’aula. La seduta, che in quel momento vedeva l’assessore introdurre l’argomento successivo posto all’odg relativo alla modifica degli articoli 15 e 36 del Regolamento edilizio, è stata rinviata alla prossima seduta consiliare di sabato 30 ottobre per mancanza del numero legale.

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