Macerata: la diocesi ha un nuovo stemma

In conclusione dell’incontro di apertura dell’anno pastorale, lo scorso 24 settembre, il vescovo di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia Nazzareno Marconi ha presentato lo stemma della diocesi.

Riproponiamo la descrizione con le sue parole, semplicemente trascritte.

«Ogni vescovo ha il suo stemma, ma i vescovi cambiano, invece le diocesi non cambiano. Così, come per alcune diocesi antiche, abbiamo pensato di realizzare uno stemma della nostra diocesi.

È su campo azzurro perché il motto è Sub tuum praesidium (Sotto la tua protezione, ndr) perché la Mater Misericordiae è la patrona della diocesi, e di conseguenza il colore della nostra diocesi è l’azzurro.

Al centro c’è una spada, rivolta verso il basso perché simbolicamente non è la spada impugnata per attaccare, ma è la spada deposta, una spada a due tagli, come la Parola di Dio (cfr Lettera agli Ebrei 4,12), ma è anche la spada di san Giuliano, che il nostro patrono ha deposto perché ha smesso di fare il cacciatore e il soldato per diventare l’ospitaliere e il traghettatore che aiuta i poveri.

In alto c’è il monogramma IHS, Iesus Hominum Salvator (Gesù salvatore dell’uomo, ndr), ma è anche lo stemma che si accompagna sempre ai Gesuiti, con sotto i tre chiodi della Passione ed è lo stemma che ci ricorda padre Matteo Ricci, segno del passato e del futuro della nostra terra.

In fondo c’è la stella a 8 punte che simboleggia Cristo, sole di giustizia e salvatore; Cristo che è la nostra speranza, verso cui camminiamo.

Un ultimo particolare: dentro il riccio del pastorale, ci sono quattro foglioline: due sono di alloro, laurus, da cui lauretum, perché Loreto è sempre stato nel cuore della nostra diocesi, e il nostro territorio si svolge tutto lungo il percorso della Via Lauretana, e le altre due sono di olivo, perché è il simbolo dell’olio da cui vengono tutti i sacramenti della fede, ma è anche il simbolo della pace».

Chi lo desidera, può ascoltare questa descrizione dalla viva voce del vescovo Marconi dal video YouTube che segue, spostando in avanti il cursore a 2h12’30”

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