Si è concluso con la rappresentazione realizzata dai ragazzi di uno dei Centri di recupero della “Koinonia Community”, il progetto di teatro e solidarietà 2017 “Teatri Senza Frontiere”. Nairobi è una delle dieci città più grandi di tutta l’Africa, i dati ufficiali parlano di 5 milioni di abitanti, chi ci vive scommette che sono quasi il doppio, metropoli dai mille colori e diecimila contrasti, dove accanto ad un centro di avveniristici grattacieli si aprono sterminate baraccopoli dove vivono ammassate milioni di persone in condizioni semplicemente disumane. In questo difficile contesto, dal 1988, opera Padre Renato Kizito Sesana, frate comboniano che con la sua forza e tenacia è riuscito a creare un approdo per tanti giovani, la sua “Koinonia Community” è un miracolo a cielo aperto, consta di due centri di prima accoglienza per bambini abbandonati e tre centri residenziali dove a questi “scarti” della società viene offerto oltre che un tetto, anche affetto, assistenza ed istruzione.

Da cosa nasce cosa e negli anni sono venute una Scuola Superiore, un Istituto Professionale, campi coltivati e ristoranti. Oggi la comunità da lavoro a circa 90 persone e continua a sognare altre case dove dare una famiglia a chi non l’ha più.

Il lavoro di questo piccolo gigante ha incontrato il progetto “Teatri Senza Frontiere”, la cui filosofia ci ricorda che ogni bambino di questo mondo, ha diritto al gioco, all’affetto, all’istruzione e a quella cosa meravigliosa che chiamiamo infanzia. Su questa semplicità, ogni anno, attori volontari provenienti da diverse formazioni italiane, raggiungono parti del pianeta dove l’ombra è forte, nel tentativo di portare luce ed allegria. Non siamo di fronte alla tournèè estera di una compagnia, ma ad un progetto che affonda in motivazioni molto più profonde e che nel 2017 ha visto in campo ben cinque formazioni: Zattera Teatro (VA) con Martin Stigol e Noemi Bassani, Proscenio Teatro (FM) con Simona Ripari, Artisticamente (S.Benedetto del Tronto) con Andrea Mariani, Teatro Bertolt Brecht (Formia) con Maurizio Stammati, Granteatrino (Bari) con Paolo Comentale, Anna Chiara Visaggi, Giovanni Mangini, tutto

documentato da Fabrizio Ferracuti e coordinato da Marco Renzi. Questi “sognattori” hanno aperto un corso di teatro a “Koinonia Tone La Maji”, uno dei centri della missione, corso al quale hanno partecipato trenta giovani per i venti giorni di permanenza, concluso con la rappresentazione pubblica dello spettacolo “The Big Jump”, dove si racconta del passaggio dalla vita di strada a quella della speranza, parallelamente il gruppo ha tenuto 16 spettacoli in scuole e centri di Nairobi, abbracciando migliaia e migliaia di bambini, Insegnanti e Operatori Sociali.

L’incontro tra i missionari comboniani e “Teatri Senza Frontiere” sembra dunque essere nato sotto i migliori auspici ed è bellissimo questo abbraccio nel rispetto delle reciproche differenze. L’anno prossimo l’equipe tornerà in Ghana, ad Abor, nella missione di un altro “gigante” comboniano, Padre Giuseppe Rabbiosi, che con il suo impegno e dedizione sta strappando centinaia di giovani a un destino di abbandono e degrado, tornerà perché gli è stato richiesto con forza, segno che non si vive di solo pane e che il teatro può essere un formidabile strumento per avvicinare popoli e culture.

Anche dal Kenya è già arrivata una richiesta di proseguo di questa esperienza, “Teatri Senza Frontiere” avrà bisogno di ragionare, di dare risposte e di trovare sostenitori alla propria azione, intanto fa tesoro di questa grande esperienza, teatrale e umana, ringraziando tutti coloro che l’hanno sostenuta: Utopia, Clown&Clown Festival, Veregra Street, Marameo, Camera di Commercio di Fermo, Comuni di Osimo, Civitanova Marche, Porto San Giorgio, Montegranaro, Fermo, Formia, Province di Ancona, Macerata, Fermo, Elettromedia, FISA.

Per saperne di più su Teatri Senza Frontiere www.marameofestival.it sull’attività di “Koinonia Community” www.koinoniacommunity.org

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