Dalle macerie un’Italia più ordinata

È passato un anno dal terremoto di dimensioni immani che ha sconvolto Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Quello che è apparso sotto gli occhi di tutti sono interi paesi letteralmente distrutti, famiglie costrette ad un allontanamento forzoso dalla loro terra, alunni senza più la scuola, allevatori costretti a restare sul territorio senza avere più stalle agibili, commercianti con i loro negozi ridotti ad un cumulo di macerie.

È il tempo di fare qualche bilancio. Non starò certamente a stabilire quello che si è fatto, o non si è fatto o si poteva fare meglio. Non è compito mio, né ne avrei le informazioni necessarie o la competenza per farlo.

Mi interessa invece guardare con occhio disincantato quali sono state le reazioni provocate dal sisma. Subito abbiamo visto un accorrere di persone da ogni parte d’Italia che si è messa al servizio delle autorità per cercare di salvare più vite umane possibili. È stata l’Italia bella che ha voluto far sentire la propria presenza viva, incurante anche dei pericoli cui poteva andare incontro. Si sono viste scene che hanno toccato il cuore di tutti gli Italiani che seguivano con trepidazione eventi che si sono protratti troppo lungamente e che ancora non hanno fatto scrivere la parola fine. Altrettanto bello è stato il meccanismo di solidarietà che la tragedia ha suscitato e che si è messo in moto in ogni angolo d’Italia e in tanti paesi stranieri. Enti, associazioni, industriali, singoli cittadini, personalità italiane e straniere dell’ambiente artistico musicale sembra abbiano voluto fare a gara per far sentire la loro vicinanza alle popolazioni così duramente provate.

Ogni giorno si legge nelle cronache locali di fondi raccolti, a partire dalle più semplici cene solidali fino alle grandi manifestazioni canore, e portati personalmente agli amministratori locali o alle autorità preposte alla ricostruzione. L’ultimo in ordine di tempo è l’evento promosso da Andrea Bocelli ed Elton John, che si è tenuto al Colosseo il 15 settembre con la partecipazione di artisti che hanno aderito da tutti i continenti, per sostenere, oltre ad alcuni progetti di bambini ad Haiti, anche la ricostruzione di una scuola a Sarnano. Il primo segnale del fortissimo desiderio di partecipazione per far sentire la propria vicinanza si è avuta subito dopo il sisma con la massiccia adesione per la raccolta di fondi attraverso l’invio di sms. Persone di ogni età e condizione sociale hanno immediatamente risposto tanto da far raggiungere in pochissimo tempo cifre molto importanti.

Ho la sensazione che mai si sia verificata una così imponente partecipazione. In un periodo in cui l’epiteto di “ladro” dato ai politici sembra occupare il primo posto nella graduatoria degli insulti, mi pare che tutto questo sia una risposta significativa. Gli Italiani, che così generosamente hanno risposto agli appelli prima con le loro braccia e poi con abbondanti offerte, si fidano dunque, nella stragrande maggioranza, sia degli amministratori locali, indipendentemente dalla loro colorazione politica, che del governo. È una mia speranza, ma anche un mio convincimento, che questa fiducia potrà essere l’inizio di un ritorno graduale ad una vita ordinata nel panorama politico del nostro Paese e alla realizzazione di quelle riforme di cui esso ha bisogno. Per certi aspetti mi pare che in tanti si sia ricreato quel clima già visto alla fine della seconda Guerra mondiale. I partiti politici si combattevano duramente, ma il popolo italiano lavorava per cancellare le macerie. Non solo quelle provocate dalla guerra e non solo quelle materiali.

Non si potrebbe allora cogliere questo sentimento generoso della popolazione italiana per ricreare un minimo di unità nel sistema politico per una governabilità fondamentale per la ricostruzione e propedeutica per un vero piano nazionale casa-sicura? Non potrebbe essere ancora l’occasione per dimostrare un impegno più deciso anche nel controllo di quella burocrazia troppo spesso ostacolo all’avvio delle soluzioni e che mal si coniuga con l’impegno più volte manifestato per una rapida risposta ai problemi.

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