Pubblichiamo uno tra i molti messaggi giunti in seguito alla pubblicazione dell’intervento del vescovo sull’Ave Maria in Università. Lo scrive una giovane universitaria.

Ciao don Nazzareno!
Ho letto il tuo intervento sull’Ave Maria in Università e mi ha fatto pensare tutto quello che è accaduto…

Perché le persone sono così spaventate dalla preghiera? Perché l’andare a Messa, il pregare, non tanto con costanza ma con convinzione, il manifestare il proprio credo è diventata la cosa più scandalosa da ammettere apertamente?

Mi capita spesso di chiedermi: perché a me? Perché solo ad alcuni la Parola entra davvero nella vita (sia quella pubblica che quella privata)?

Io vivo ogni giorno, ogni istante come fosse preghiera, ogni cosa che faccio nella giornata è una preghiera, un ringraziamento per tutto quello che ho fatto e che posso fare! A cosa rendono grazie le altre persone quando accadono le piccole cose belle durante la giornata?

Ogni volta che succede qualcosa di questo tipo iniziano a travolgermi i dubbi, se magari sono io quella che sbaglia… E il fatto che tanta gente intorno a me, pensando anche ai miei compagni di Facoltà, è spesso in opposizione a quello in cui credo mi fa sentire ancora più sola…
Un abbraccio!

Chiara

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