Serie. This is us, una speranza contro il cinismo

This is us racconta in modo semplice, diretto e sensibile tematiche universali in maniera mai scontata o banale, ma reale e semplice come è il motto ripetuto in più puntate: “Non c'è nessun limone tanto aspro da non poterci fare qualcosa di vagamente simile ad una limonata”

«Il mondo è diventato più cinico, è tutto oscuro… forse è il momento giusto perché una serie mostri speranza e ottimismo, che faccia piangere e sentire bene con sé stessi». Questo è il commento di Dan Fogelman il creatore della serie This is us che è pronto a tornare in onda in Italia, con la prima puntata della seconda stagione, il prossimo 23 ottobre su FoxLife.

L’episodio pilota si apre con quattro persone che compiono 36 anni lo stesso giorno: Jake (Milo Ventimiglia) che insieme alla moglie Rebecca si prepara alla nascita di tre gemelli, Randall che trova finalmente il padre biologico ed è interpretato da Sterling K. Brown fresco vincitore del recente premio Emmy come miglior attore protagonista in una serie drammatica. Kevin (Justin Hartley) il bamboccione divo di una famosa sitcom “Il tato” che non vuole più fare il divo ma diventare un vero attore, e Kate (Chrissy Metz) che soffre per la propria obesità ma cerca di imparare a convivere con sé stessa decidendo, forse, di perdere peso. Solo alla fine del pilot si svelerà il legame che c’è tra queste persone così apparentemente diverse.

Le difficoltà relazionali tra genitori e figli, tra fratelli, tra moglie e marito, le dipendenze e il rapporto con il proprio corpo, l’impegno di essere genitori e di farlo al massimo: sono questi i temi che uniti ai bellissimi cliffhanger creano un gioco perfetto, quello dell’identificazione. Infatti i piccoli e grandi colpi di scena alla fine di ogni episodio spingono lo spettatore a saperne di più invogliandolo a continuare la visione e allo stesso tempo rafforzando il legame con i personaggi.

This is us racconta in modo semplice, diretto e sensibile tematiche universali in maniera mai scontata o banale, ma reale e semplice come è il motto ripetuto in più puntate: “Non c’è nessun limone tanto aspro da non poterci fare qualcosa di vagamente simile ad una limonata”.

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