In questi giorni si sono moltiplicate le iniziative a ricordo del primo anniversario dalle forti scosse di terremoto che un anno fa ha sconvolto il territorio. Anche l’amministrazione comunale di Caldarola ha promosso un evento a un anno dal sisma, con la chiara volontà di sottolineare i lati positivi che sono stati vissuti in questi 365 giorni dalle prime violente scosse che hanno cambiato per sempre le vite di molti.

Un anniversario che è servito per sottolineare il grande amore che gli uomini possono riversare verso i loro simili senza nulla in cambio; il comune ha avuto la fortuna di vedere il coinvolgimento di circa 170 diverse associazioni, con più di 600 volontari all’opera, che hanno lavorato per oltre 4000 ore.

Sono gli uomini e le donne dell’Emilia Romagna che, ben consapevoli di quanto il terremoto possa stravolgere la vita di ognuno, essendo stati loro malgrado vittime degli eventi tellurici del 2012, non si sono tirati indietro di fronte a nulla pur di aiutare la popolazione di Caldarola.

Un convegno, organizzato dall’Amministrazione comunale, coordinato dalla Dott.ssa Tiziana Riccardi, volontaria della locale Protezione civile, ha visto come protagonisti tutti i volontari delle associazioni emiliane, capitanate dal loro Assessore Regionale alla Protezione Civile Dott.ssa Paola Gazzolo. Presente anche l’Assessore regionale Angelo Sciapichetti, diversi funzionari marchigiani e romagnoli, l’intera Amministrazione comunale caldarolese e alcuni cittadini che hanno raccontato come le loro vite sono cambiate in questo anno terribile.

Ad aprire il convegno il Sindaco Luca Maria Giuseppetti che, nell’affermare quanto questi 12 mesi siano stati complicati, ha sottolineato il senso di gratitudine verso chi si è rimboccato le maniche ed ha condotto le operazioni di stabilizzazione della vita di diverse centinaia di persone allo sbando.

L’emergenza non è mai passata, le scosse, anche se più lievi, continuano a tormentare gli animi. Non tutto è stato condotto alla perfezione ma il Sindaco Giuseppetti si è detto comunque orgoglioso di quanto è stato fatto nonostante le lentezze burocratiche. «Caldarola deve riconquistare le sue eccellenze: la scuola, il Castello Pallotta, la bellissima piazza e il palazzo comunale, il gioiello del teatro e le fantastiche frazioni, mete turistiche invidiate da molti. La ricostruzione deve garantire la certezza che a Caldarola mai più nessuno si troverà costretto ad abbandonare la propria casa a causa di un evento sismico».

Non sono mancati momenti di commozione, lo stesso sindaco più volte ha dovuto interrompere il suo intervento per la voce sopraffatta dalle emozioni, soprattutto ricordando i suoi concittadini che sono ancora costretti a vivere lontano dalla loro casa.

Commossi anche i ricordi di tre testimoni scelti per raccontare la loro esperienza:
Rosangela, titolare di un biscottificio che all’improvviso si è trovata sola, senza casa e senza azienda ma che nonostante tutto non si è arresta e dopo 10 mesi ha riaperto il suo laboratorio; Paola, moglie e mamma di due bambini che dopo il terremoto, per garantire una serenità immediata ai bambini, è andata a Bergamo dalla famiglia del marito ma che è voluta tornare appena possibile nella “sua” Caldarola; Nabil, medico e operatore della Croce Rossa, che ha raccontato la singolare esperienza di dover soccorrere ed essere soccorso allo stesso tempo. Lui, come moltissimi altri volontari o effettivi del soccorso, nonostante i problemi personali che il terremoto aveva causato non si è tirato mai indietro nel prestare aiuto al prossimo. La stessa Croce Rossa nella sola giornata del 30 ottobre ha effettuato 97 interventi.

Tra le voci che hanno raccontato quel tragico 30 ottobre 2016 anche quella della stessa Tiziana Riccardi, come detto volontaria della protezione civile, preparata a far fronte alle emergenze e già impegnata nel soccorrere i terremotati anche dell’Emilia Romagna. L’immagine che mai dimenticherà è quella dello sguardo smarrito dei suoi concittadini consapevoli di non avere più una casa in cui rientrare, la casa non solo come luogo fisico ma anche custode di emozioni.

La mattinata è andata avanti con il reportage della giornalista di Piacenza Antonella Lenti, autrice del libro «….ma ci resta il cielo» un racconto nato dalla sua esperienza come volontaria nel mese di dicembre insieme ad una delegazione di Alpini. Video, foto, interviste e testimonianze di una Caldarola, ferita, danneggiata, disorientata ma anche determinata e forte. Molti i messaggi di speranza e di incoraggiamento che sono stati lanciati nel corso di tutta la manifestazione, a partire dalla benedizione del parroco Don Vincenzo «può mancarci la terra da sotto i piedi, ma abbiamo sempre il cielo sopra di noi».

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