Macerata nella top ten dell’Ecosistema Urbano 2017, il rapporto realizzato da Legambiente in collaborazione con l’istituto di ricerca Ambiente Italia e la partecipazione editoriale del Sole 24 ore che indaga lo stato di salute delle città italiane. E lo fa in base a 16 parametri divisi in sei macroaree che riguardano l’aria, l’acqua, i rifiuti, le energie rinnovabili, la mobilità e l’ambiente urbano. Il rapporto oggi, lunedì 30 ottobre, è stato presentato a Milano nel corso di una giornata di lavoro organizzata da Legambiente che va sotto il titolo “Le nuove sfide per la città di domani” alla quale partecipa l’assessore all’Ambiente Mario Iesari.

Macerata quest’anno si attesta alla settima posizione con un punteggio del 70,12% e ottiene buoni voti per la qualità dell’aria al terzo posto con un punteggio di 15,9 per quanto riguarda le polveri sottili, al 7° per le emissioni pericolose e al primo posto, a pari merito con altre 13 città per i superamenti nocivi con zero giorni di sforamento, per l’efficienza dell’acquedotto pubblico e per il “solare pubblico” ovvero la potenza di energia solare installa tra sugli edifici pubblici.

«Siamo nella top ten della classifica e questo è un dato che ci inorgoglisce – interviene il sindaco Romano Carancini – e ci spinge verso un impegno ancor più determinato per consolidare e migliorare con le nostre azioni e i nostri progetti la qualità dell’ambiente cittadino per aria, acqua, rifiuti, mobilità e energia. Significativo il dato che riguarda le politiche ambientali nell’ambito della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani a dimostrare che la politica intrapresa in questo campo ha fatto centro e ha fatto accrescere la consapevolezza dei cittadini che a seguire comportamenti virtuosi porta vantaggi all’ambiente ma consente anche economie sul bilancio familiare».

Positivi nel rapporto anche i dati che inquadrano la gestione dei rifiuti, che ci vedono al 24° posto per la produzione e al 13° per la differenziazione. Ottimo riconoscimento anche per l’aumento delle zone pedonali e gli investimenti fatti per ampliare la cultura della mobilità pedonale. Da migliorare i dati che misurano l’indice di ciclabilità e buoni i dati sull’incidentalità stradale

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