Film. «Manifesto», l’arte contemporanea in pellicola

Diretto dal regista tedesco Julian Rosefeldt, Manifesto è tratto dalla video-installazione realizzata nel 2015 ed esposta l’anno successivo nei più grandi centri d’arte contemporanea del mondo

Manifesto non è (solo) un film. Si tratta di un’opera diversa dal cinema che siamo abituati a vedere, proprio perché non nasce come un film. Diretto dal regista tedesco Julian Rosefeldt, Manifesto è tratto dalla video-installazione realizzata nel 2015 ed esposta l’anno successivo nei più grandi centri d’arte contemporanea del mondo, prima all’Australian Centre for the Moving Image di Melbourne e poi alla Nationalgalerie di Berlino. 12 grandi schermi che proiettano 12 video e 13 personaggi diversi che declamano 13 monologhi tratti dai manifesti artistici, politici e culturali più famosi dell’arte moderna vengono assemblati da Rosenfeldt e portati su di un unico grande schermo per la durata di 90 minuti.

«Non si tratta di un nuovo manifesto, non ho cambiato nulla, quello che ho fatto è stato unirli», afferma il regista. L’opera si apre con una miccia che brucia e una voce fuori campo che pronuncia le parole del Manifesto del partito Comunista. Per tutto il film si alternano personaggi opposti tra loro: un clochard che grida dal tetto di un palazzo abbandonato il manifesto situazionista di Guy Debord, una burattinaia surreale che ricrea se stessa in miniatura. E poi una coreografa con uno strano accento dell’est Europa che dalle quinte di un teatro declama il “No Manifesto” di Yvonne Rainer e il Dogma 95, il movimento cinematografico creato nel 1995 dai registi danesi Lars von Trier e Thomas Vinterberg, raccontato da una maestra di scuola elementare ai suoi studenti.

È l’attrice premio Oscar Cate Blanchette a interpretare tutti i personaggi e sorprende gli spettatori con un’interpretazione camaleontica e trasformista, declamando i manifesti come a ritmo musicale anche grazie ai suoni del compositore Nils Frahm.

Il film, presentato al Sundance Film Festival all’inizio di quest’anno, è arrivato in anteprima in Italia a giugno ed è stato il film di apertura della sezione Biografilm Art per la 13° edizione del Biografilm Festival – International Celebration of Lives di Bologna.

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments