Istituto Teologico Marchigiano: Monsignor Galantino ha inagurato l’anno accademico

«La teologia: una risorsa per la missione della Chiesa che è in Italia»

Mons. Nunzio Galantino

Era un aula magna gremita quella del Pontificio Seminario Marchigiano Pio XI di Ancona, che ieri ha accolto Monsignor Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, invitato per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto Teologico Marchigiano (ITM), dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSR) “Lumen Gentium” e anche del nuovissimo Istituto Superiore di Scienze Religiose “Redemptoris Mater”.

Il prelato pugliese, dopo i saluti di rito dell’Arcivescovo di Pesaro Monsignor Coccia (che succede al cardinale Menichelli come moderatore dell’ITM) e successivamente dei direttori degli istituti di scienze religiose, rispettivamente don Giovanni Varagona e don Giordano Trapasso, ai quali si è aggiunto don Enrico Brancozzi, preside dell’ITM, ha relazionato sul tema: “La teologia: una risorsa per la missione della Chiesa che è in Italia”.

“La teologia non prescinde dalla vita della Chiesa, che è in stato permanente di missione – esordiva Mons. Galantino citando l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, e sottolineando poi che -; ed una Chiesa semper reformanda ha bisogno estremo di riflessione critica sui contenuti della propria fede: questa è la teologia necessaria, per evitare che l’invocato rinnovamento si riduca ad un cambio occasionale o interessato”.

Sempre in chiave di una conversione pastorale e missionaria, Galantino sosteneva che “la teologia necessaria alla vitalità apostolica è consapevole che la sua attività nasce e si sviluppa in una Chiesa che genera ed educa ad una fede adulta e pensata, quella che si esprime come pensiero sulla fede sostenuta dal pensiero spirituale”.

Un passaggio interessante della prolusione del Segretario della Cei è stato quello nel quale, citando l’omelia di Papa Francesco del 2 settembre 2014 che “attaccava” i teologi dicendo che qualche vecchietta conosce meglio Dio di qualcuno di loro, affermava che “l’elogio alla vecchietta non è l’elogio dell’ignoranza, che non si può mai vestire di virtù; bensì un richiamo, un mettere in guardia da una teologia che non diventa sapienziale, perché una teologia sapienziale non solo cerca la verità, ma la rende operativa”.

Il compito importante della teologia oggi è quello di dire “perché la chiesa dei credenti in Cristo unisce e non divide, accoglie, incontra, promuove, piuttosto che emarginare, mortificare e lasciare che alcuni muoiono nell’indifferenza di altri – sottolineava con vigore Galantino, che poi, ricordando l’intervento di Papa Francesco a Firenze nel 2015, concludeva che – la teologia deve offrire il suo indispensabile contributo facendo dell’umanità il perno del nuovo umanesimo, altrimenti ci condanniamo all’irrilevanza. E’ chiamata inoltre a mostrare la bellezza della misericordia, vera chiave di volta dell’esistenza umana. Solo così lo studio teologico può essere risorsa per la missione della Chiesa italiana”.

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