Venerdì 10 novembre scorso, presso il centro mondiale della Poesia di Recanati, il professor Alberto Quattrucci, della comunità di Sant’Egidio, assieme agli organizzatori della Marcia della Pace hanno piantato un primo “seme d’amicizia” segnando l’inizio di una nuova collaborazione.Attraverso questa relazione, «La marcia della giustizia e della pace Recanati – Loreto» promossa da associazioni e movimenti ecclesiali della città, vuole essere oggi più che mai, un appuntamento non più ristretto ad un’unico momento di incontro annuale, ma ad un impegno continuo. Per questo motivo nasce dalla volontà degli organizzatori, sulla scia dei contributi che ogni anno si sono assecondati, a creare un percorso che non si esaurisca col solo evento di gennaio.

La Comunità di Sant’Egidio è un’esperienza iniziata da un gruppo di giovani romani nel 1968, con la voglia di non rimanere indifferenti di fronte ai bisogni di chi abitava la loro città. Oggi il movimento conta una rete di piccole comunità di vita fraterna che comprende più di 60000 persone e si diffonde in oltre 70 paesi concretamente impegnato in trattative di Pace tra popoli e missioni umanitarie.

Quattrucci, segretario generale dell’associazione “uomini e Religioni” fondata dalla Comunità di sant’Egidio per promuovere il dialogo e la conoscenza tra religioni nata all’indomani della storica Giornata mondiale di preghiera per la Pace ad Assisi dell’ottobre 1986, ha raccontato alla platea attraverso un coinvolgente dialogo con i presenti, l’impegno e gli obiettivi raggiunti negli ultimi anni.

Presenti all’incontro anche Francesco Fiordomo, sindaco di Recanati e il vescovo di Macerata Recanati – Tolentino – Cingoli – Treia mons. Nazzareno Marconi. La serata infatti è stata patrocinata dalla Diocesi e dal comune di Recanati.

«Abbiamo chiesto un aiuto alla Comunità di Sant’Egidio – racconta don Rino Ramaccioni, organizzatore storico della Marcia – per organizzare una “Marcia della Pace” che diventi un invito a rimboccarci le maniche, ognuno nel proprio ambiente di vita e trovare risposte concrete ai bisogni delle persone nel segno dell’amicizia; in un certo senso la nostra marcia vuole diventare una “palestra” in cui ci si allena a farci carico degli altri».

«Le amicizie hanno sempre due origini: una è quella storica, fatta dagli eventi, e un’altra che nasce dalla volontà dello Spirito – Osserva Quattrucci -. In fondo c’è un lavoro nella storia che noi non percepiamo sempre, ma c’è un legame spirituale che ci invita all’unità piuttosto che alla divisione. Quando ci si incontra tra persone c’è sempre un disegno dello Spirito perché il futuro dell’umanità è l’unità della grande famiglia umana, anche se l’uomo troppe volte per interesse, fa di tutto per dividere.

Spero e credo che tutto questo continuerà com’è iniziato cioè tra persone che si cercano accompagnate da un disegno dello Spirito che ci vorrà unire anche in futuro».

Il cammino prosegue il prossimo 23 novembre, quando alle ore 21, nella chiesa di Cristo Redentore a Recanati, ci sarà una preghiera per la Pace con la Comunità di Sant’Egidio che sarà presente anche il prossimo 27 gennaio 2018 alla 18^ marcia della giustizia e della Pace.

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