GAS Macerata: un incontro su «Ambiente, agricoltura e sviluppo»

Domani, 18 novembre dalle 17.30 alla biblioteca Mozzi Borgetti un incontro dal titolo «Parla come mangi»

A partire dagli anni ‘50 del secolo scorso, le comuni pratiche agricole caratterizzate da forti concimazioni minerali (di sintesi), eccessivi trattamenti di diserbo (spesso estesi anche alle aree non coltivate), uso smodato di pesticidi in frutticoltura, lavorazioni profonde dei suoli, estensione e semplificazione delle coltivazioni (monocolture, spesso ripetute), hanno comportato l’insorgenza di processi che hanno condotto al declino dei suoli e alla perdita di fertilità. Oltre alle pesanti conseguenze sulla produttività dei terreni, gli effetti sono stati estremamente distruttivi in molte zone d’Italia dal punto di vista idrogeologico.

Le Marche si possono considerare tra le regioni che hanno subito i maggiori danni, perché si tratta di un territorio dove la ricchezza della cultura tradizionale (legata alla mezzadria), grazie alla capacità di utilizzare ogni centimetro del territorio, era profondamente legata alla condizione di estrema fragilità del paesaggio argilloso (nella fascia collinare) e alla tenacità della popolazione (nella fascia pedemontana).

Il futuro della nostra regione sta nella riscoperta del valore dell’ambiente ed in particolare della biodiversità come principale criterio verso la sostenibilità e per il necessario cambiamento del modello di sviluppo:

In collina: agricoltura di qualità, attenzione alla fertilità del suolo, policoltura, rotazione delle colture, orticoltura, piccoli allevamenti, apicoltura, biodistretti, agriturismo e turismo culturale.

In Montagna: zootecnia, apicoltura, gestione forestale, frutticoltura, raccolta prodotti spontanei, turismo naturalistico, gastronomico e culturale.

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